Ghali (LaPresse)
in foto: Ghali (LaPresse)

Ghali cita sempre Michael Jackson e lo fa anche per lanciare il suo nuovo singolo "I love you" la cui cover è una dedica neanche tanto celata con il moonwalk su grafica acida: “Forse non tutti lo sanno, ma sono da sempre un suo grande fan" aveva detto durante la presentazione avvenuta nel carcere di S. Vittore dove il rapper milanese ha passato qualche giorno coi detenuti, un luogo speciale, come ha spiegato, in cui andava a trovare il padre. Da un po' di tempo il cantante era tornato su Twitter con una serie di post abbastanza provocatori in cui scriveva cose come "Se oltre il borsello aveste un’idea originale non sarebbe così male" o "La vostra pagina Instagram è più curata di voi stessi", "Stop cercare di essere ciò che non sei, perdi tempo anzichè crescere", ma anche "La mia prossima canzone sarà pop. Quella dopo? Pop. Quella dopo ancora? Forse rap ma diventerà comunque pop" giocando molto con una delle discussioni di questi ultimi anni.

Ghali è pop

Cos'è pop? esiste un nuovo pop? Ma soprattutto: Ghali è pop? È trap? È rap? Ingabbiare gli artisti in un genere è solitamente uno strumento nelle mani dei giornalisti per cercare di rendersi quanto più chiari possibili al proprio pubblico, e quindi sì, Ghali è pop, per quello che vuol dire, oggi, questo termine ombrello che dentro di sé ha tantissime cose. Michael Jackson era il Re del Pop, anche se oggi citarlo è abbastanza controcorrente, soprattutto vista l'attenzione sullo scandalo dei presunti abusi sui minori tornato sui giornali. E così, se esplicitamente resta lui l'ispirazione per il cantante milanese, c'è un altro nome a fare da contraltare ed è quello di Stromae.

L'evoluzione di Ghali

Quello dell'artista belga è uno dei primi nomi a cui il cantante è stato avvicinato, per i suoni, certo – ma solo da un certo punto in poi -, oltre che per un fattore estetico, entrambi altissimi, dinoccolati e con una propensione al ballo. Anche il percorso non è dissimile se guardato da una certa altezza: "Alors on dance", secondo singolo del cantante belga, infatti, lo aveva relegato – a causa di un ascolto veloce – alla dance, a cose da stroboscopica (per rimanere in tema con la copertina dell'ultimo singolo di Ghali che al piede ha proprio quest'oggetto a mo di catena da carcerato), prima di capire che in realtà c'era altro oltre l'apparenza, ovvero messaggi precisi (da lì il paragone a un altro belga famoso come Jacques Brel) e una voglia di pop che avrebbe conquistato anche gli States. Ghali è partito trap e pian piano ha assunto contorni più morbidi, ha allargato il respiro, si è guardato attorno e ha preferito uscire da una strada ingolfata, riuscendo a risultare credibile in questa piccola svolta e studiando da popstar.

Le somiglianze con Stromae

In "I love you" si sente molto Stromae, sembra di sentire uno dei pezzi più belli di "Racine carrée", ovvero "Tous les memes" e forse la volontà di Ghali era proprio questa, quella di seguire le orme di un personaggio abbastanza unico nel panorama, di seguire questa voglia di mescolare le carte cercando di fare attenzione anche ai testi e ai messaggi. L'ha fatto con "Cara Italia", ad esempio, ad oggi il suo più famoso e non è un caso che parlando del pezzo ha detto che il singolo precedente era una lettera d’amore all'Italia ("il mio Paese", giusto per non far caso alla scelta delle parole) con l’intento "di scuotere qualcosa nell’animo di chi spesso decide le nostre sorti, di fare arrivare a loro il nostro messaggio tramite una canzone d’amore, l’inno italiano della nuova generazione" ma siccome l'intento non era stato raggiunto ha deciso di tentare una nuova prospettiva: "Ho deciso di dedicare un’altra canzone d’amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. Non ho ancora perso le speranze". Non sarà facile per Ghali seguire le orme di Stromae, per vari motivi, dal contesto in cui si trova, ovvero la periferia dell'impero, oltre che la lingua, col francese molto più internazionale della nostra, ma Ghali ha anche qualche carta da giocarsi e sarà interessante vedere quali saranno i prossimi passi, soprattutto quale strada prenderà, perché va bene ispirarsi, ma anche cercare di indicare la strada può essere uno stimolo.