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Youtube vi mette in guardia: non gonfiate le visualizzazioni o ve ne pentirete

Youtube si sta costruendo mattone dopo mattone il percorso per confermare il proprio predominio come distributore mondiale di musica e migliorare sempre più la propria immagine. Dopo lo streaming, infatti, ha deciso di cominciare una battaglia contro chi gonfia le visualizzazioni dei propri video.
A cura di Francesco Raiola
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Avere visualizzazioni su Youtube è molto importante per qualunque artista abbia velleità di poter essere riconosciuto al di fuori della cerchia dei propri amici. Ma ne ha anche se siete delle superstar che vogliono primeggiare in quelle classifiche social che tanto piacciono in questo momento come quella di Billboard, per citare quella più importante e influente. Sapere, quindi, che c'è chi gonfia i numeri non scandalizza più di tanto. Se è vero che Youtube mira ad essere sempre di più la nuova tv, nonché il canale privilegiato per chi vuole ascoltare musica – partendo a breve, non a caso, con un servizio streaming nuovo di zecca – allora cominciare a fare attenzione a quello che avviene al proprio interno diventa fondamentale. Il primo passo, non di poco conto, è stata la possibilità che Google e Youtube hanno dato a Nielsen di misurare la propria pubblicità. La Nielsen, infatti, è l'azienda leader nel fornire statistiche sul consumo dei media. Precedentemente, spiega Billboard, che ha dato la notizia, la misurazione era interna "ma ci si aspetta che la fedeltà al marchio che Nielsen ispira, molto importante nel business televisivo, porterà un interesse ancora maggiore nella pubblicità di Youtube e di Google tutta".

Insomma, pare che Youtube stia facendo ogni giorno un passo in più per crescere e chiarire ai competitor chi è che comanda nel grande mercato della distribuzione musicale. Ovviamente non tutte le ciambelle vengono col buco e i suoi Youtube Music Awards si sono portati appresso non poche critiche, ma gli incidenti di percorso possono capitare. Quei Premi, poi, erano più un modo per marcare un territorio – un esordio, in più – che altro, mentre sono altri, come visto, i mattoni che servono all'azienda per migliorarsi.

In un post sul blog ufficiale dedicato ai Creator (gli autori), Youtube cerca di chiarire bene un altro punto, che è quello che accennavamo all'inizio. L'azienda di Google, infatti, vuole mettere un margine alle visualizzazioni gonfiate ad hoc. Come tutti sanno, su qualsiasi social è possibile comprare seguaci, che siano fan su Facebook o follower su Twitter. Bastano pochi spicci, infatti, per portarsene a casa migliaia e poco importa che a voler fare una verifica precisa si riuscirebbe a scoprire tutti i fake: numeri troppo grandi, tempo e voglia troppo pochi; ma Youtube ha deciso comunque di provarci. "Sappiamo che lavorate duro sui vostri video e forse questi non ricevono le visualizzazioni che speravate – comincia così il post scritto per avvisare i propri utenti -. Ma se state pensando di pagare qualcuno per aumentare le views, forse vorrete pensarci ancora. Probabilmente non avreste quello per cui avete pagato". Il post, infatti, spiega come le visite che arrivano da ditte terze e servizi altri non saranno conteggiati, anzi, potrebbero addirittura portare alla rimozione del video e alla sospensione dell'account: "Il successo duraturo di Youtube è basato sulla qualità dei contenuti e sull'engagement dei fan" continua il post, per poi rimandare a mezzi leciti per aumentare le proprie visualizzazioni.

Il suggerimento dell'azienda è quello di controllare bene le aziende a cui eventualmente ci si rivolgerà e soprattutto il modo in cui i video saranno pubblicizzati, la trasparenza dei dati etc. Controllare bene, quindi, le mani in cui ci si mette: "Infine ricordate questo, siete voi i responsabili del vostro traffico video. Se contattate un'azienda che vi dà spam invece di views, sarete voi a pagare la multa, non quell'azienda".

Utente avvisato mezzo salvato. E intanto Youtube cresce, in attesa di capire le prossime mosse e la concretizzazione di quelle (non) annunciate.

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