Lo chiamavano "Carlino", Carlo Giovanni Rossi, il padre di Vasco, uno dei soldati italiani deportati in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, perché si rifiutò di combattere a fianco dei tedeschi. Era il 17 settembre 1943, Carlo Giovanni Rossi veniva deportato nel campo di Dortmund Stalag, dove rimase fino all'ottobre 1945. Morì nel '79 a causa di un incidente, a 56 anni. Ieri, in occasione della Giornata della Memoria, gli è stata conferita una medaglia d'Onore, ritirata dalla mamma novantenne di Vasco, Novella Corsi, in prefettura a Modena insieme al figlio del cantante, Luca. "Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per questa onorificenza, ringrazio da parte mia e da parte di Vasco, mio figlio. Spero tanto che ‘Carlino' da lassù veda questa bella festa", ha detto la madre ringraziando per il riconoscimento, "È stato Vasco a volerlo e l'estate scorsa, quando abbiamo saputo che avrebbero dato la medaglia, è stato molto contento, era molto affezionato al papà, che non ha potuto vedere tutta la sua carriera".

Le parole di Vasco Rossi in ricordo del padre

Non da Zocca, cittadina d'origine del Blasco, ma dalle colline di Los Angeles, l'artista manda i suoi ringraziamenti per la medaglia d'onore, fortemente voluta e ieri consegnata alla memoria del padre, che lo ha lasciato prima di vedere il suo successo. Vasco Rossi ricorda le vite date in mano alla crudeltà nazista, sacrificate per conquistare la libertà e la democrazia del nostro paese. Il riferimento al contesto politico attuale è sottile ma al tempo stesso marcato, l'invito è a non lasciarsi travolgere dai facili slogan che trascinano le masse:

E io in questo momento, di fronte a questo scenario volevo ringraziare per l’onorificenza rilasciata a mio papà e data a mia mamma. Sono orgoglioso, fiero e anche un po commosso…Soprattutto oggi, nel giorno della Memoria, è importante ricordare gli orrori, le sofferenze e le vite che sono state sacrificate per la libertà e per la democrazia, soprattutto in questi  periodi nei quali le sirene autoritarie e demagogiche tornano a farsi sentire così forti e ad incantare le masse con i loro slogan facili. Ecco, ricordiamo che la democrazia e la libertà sono state conquistate a prezzo di grandi sofferenze e non vorrei che i miei figli dovessero rivedere cose così orribili. Meditate, state svegli, non fatevi incantare.

Nel giorno della Memoria! Elisa Bonacini, presidente dell'Associazione "Un ricordo per la pace, che da anni si impegna per far ottenere agli IMI (internati militari italiani) dei riconoscimenti da parte dello Stato: "Sono felice di aver contribuito a rendere onore anche al papà di Vasco, uno dei 650.000 Imi che pagarono sulla propria pelle il no al nazifascismo. In particolare ringrazio Vasco che con la risposta al nostro appello ha davvero 'acceso i riflettori' su questa dolorosa vicenda storica che per tanti anni nel dopoguerra era stata quasi occultata. Decine le segnalazioni dai familiari di Imi che hanno fatto partire le domande per l’onorificenza dopo la lettera pubblica a Vasco e ci ringraziano per la nostra attività di memoria, manifestando affetto con parole che arrivano dritte dritte al cuore. Tante storie con un minimo denominatore comune: la sofferenza a causa di una guerra davvero assurda e di una criminale follia. Tante storie differenti di umanità e dolore, ma anche tanta speranza, speranza di un futuro di pace." #eramiopadre #GiovanniCarloRossi #guerra #giornatadellamemoria #campodiconcentramento #ElisaBonacini #Unricordoperlapace #InternatiMilitariItaliani #MedagliadOnore

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