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Nei giorni scorsi Vasco Rossi ha presentato il nuovo album Vivere o Niente, uscito oggi. Intervistato dal Corriere della Sera a proposito della sua 16esima uscita discografica in 33 anni di carriera il cantante 59enne ha manifestato la sua indifferenza alla religione e rivendicare un orientamento laico alla vita, come già fatto in passato. E le sue dichiarazioni non sono passate inosservate.

In particolare Vasco Rossi ha ribadito di essere pro-eutanasia: "Ho diritto di scegliere io quando porre fine a questa straordinaria esperienza". Poi a proposito del testo Manifesto fu-turista della nuova umanità, tra le dodici tracce di Vivere o Niente, spiega che si tratta del “manifesto dell’uomo di oggi che non crede più nelle verità eterne perché la scienza dimostra che non lo sono, anzi che valgono solo fino a prova contraria”. E poi rincara la dose: “Ho rispetto per chi ha fede, ma è un’illusione pensare che esista un creatore e che la vita sia un dono”. Salvo, poi, correggere il tiro: “Non per questo va rispettata di meno. L’uomo deve darsi un codice, un sistema di valori basato sul fatto che siamo responsabili di quello che facciamo, errori compresi”.

Come detto, le sue affermazioni sono state presto replicate, con commenti tutt'altro che indulgenti. In particolare sul blog cattolico, Pontifex, sono apparse tre critiche di altrettanti prelati. Mons. Odo Fusi Pecci, vescovo di Senigallia, afferma che “certe affermazioni sono frutto del relativismo, in parte eretiche e sicuramente strumento di Satana che vuole allontanarci da Dio con ogni mezzo, anche il più insidioso”.

Mons. Ennio Appignanesi  parla, invece, di “delirio” e “pazzia”, perché “la vita non é un caso, non é nata per un capriccio, costui non sa neppure di filosofia”. “Avrà una buona voce, ma la sua ignoranza in tema di filosofia e di teologia é abissale e purtroppo questi cattivi maestri, per spirito di emulazione, contagiano i giovani” Le dichiarazioni di Vasco Rossi sono “al limite dell’eresia, sono quelle di un pubblico peccatore e bestemmiatore”, aggiunge Appignanesi, che esorta il cantante “vada a confessarsi e da solo si è messo, sempre che ci creda, fuori della comunione ecclesiale”.

Infine fa eco ai due colleghi il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini: “Non so come questo signore abbia fatto a diventare famoso, ma se lo é diventato, visti certi ragionamenti, dimostra il livello molto scadente di certi cantanti”, asserisce. E ancora: “Ha le idee annebbiate e non sa quello che dice, lancia affermazioni che neppure un manovale, e mi scuso con i manovali che stimo, farebbe”.