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Van Morrison denuncerà il Ministero della Salute Nordirlandese per le restrizioni legate al Covid-19

Dopo una battaglia di due anni e mezzo contro le autorità sanitarie, Van Morrison denuncerà il Ministero della Salute per le restrizioni legate al Covid-19.
A cura di Vincenzo Nasto
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Van Morrison, foto 2021, Instagram Account @vanmorrisonofficial
Van Morrison, foto 2021, Instagram Account @vanmorrisonofficial

Dopo che nelle scorse settimane, la positività al Covid-19 di Eric Clapton aveva aperto una nuova stagione di contrasti tra i movimenti no-vax, di cui il cantante è fiero sostenitore, e chi cerca di tutelare la salute pubblica tramite le restrizioni, nelle ultime ore hanno fatto discutere le parole della leggenda nord-irlandese Van Morrison. Tra i più agguerriti proseliti dei movimenti no-mask e no-vax, Van Morrison ha spinto negli ultimi due anni e mezzo una campagna contro le autorità pubbliche, allineandosi più volte al pensiero di Clapton, e soprattutto sollecitando le amministrazioni nel cambiare le normative sulla sicurezza della musica del vivo nei locali. Nelle ultime ore, lo studio legale che lo rappresenta, John J Rice and Co, hanno affermato che il nativo di Belfast ha avviato un'azione legale contro il Dipartimento della Salute dell'Irlanda del Nord e il suo ministro Robin Swann.

Una battaglia tra Morrison e il ministro della Salute dell'Irlanda del Nord Robin Swann che risale già ai primi mesi pandemici, l'estate 2020, che ha toccato anche la discografia del cantautore. Infatti tra i mesi estivi e i primi autunnali, Van Morrison aveva pubblicato tre brani contro le restrizioni dovute al lockdown, testi su cui vertevano tutti i dubbi riguardo alla veridicità dei numeri legati al Covid-19. Una campagna di disinformazione mediatica, in cui esplodevano slogan come "La nuova normalità non è la normalità" o gli attacchi al gruppo di scienziati che diffondevano i numeri e le informazioni più importanti sulla pandemia. Una scelta che ha sorpreso il ministro Swann, che aveva commentato le parole di di Van Morrison con estrema delusione. Dal riconoscimento a leggenda della musica europea, Swann sottolineava l'attività di diffamazione e disinformazione del cantante, che avrebbe causato la morte delle persone se solo avessero seguito i suoi principi. Il tutto coronato nell'affermazione: "Le sue parole daranno grande conforto ai teorici della cospirazione, la brigata di cappelli di carta stagnola che fa una crociata contro maschere e vaccini e pensa che questo sia tutto un enorme complotto globale per rimuovere le libertà".

Dopo alcuni botta e risposta, il ministro Swann ha affermato in un articolo per Rolling Stone Uk, che le azioni di Van Morrison potevano essere definite "bizzarre e irresponsabili" e che "sperava che nessuno lo prendesse sul serio", poiché non dotato di alcuna conoscenza scientifica o medica sull'argomento. La posizione di Swann non include però tutte le sfumature parlamentari presenti in Irlanda del Nord, basti pensare che poco meno di 8 mesi fa un rappresentante di un partito politico si è accodato alle dichiarazioni di Van Morrison contro il ministro della Salute. Durante una cena organizzata dal parlamentare Ian Pasley, appartenente al partito protestante di destra DUP in Irlanda del Nord, i due hanno cominciato a cantare alcune canzoni pubblicate mesi prima dal cantante, che descrivevano Swann come un "bugiardo" e in cui venivano derise le restrizioni sanitarie legate al Covid-19. All'epoca erano stati cancellati quattro concerti di Van Morrison all'Europa Hotel di Belfast e l'uomo aveva deciso di invocare l'Alta corte di Belfast per rivedere la politica della musica dal vivo: un'azione che non portò giovamenti, anzi in pochi mesi fu rifiutata e Van Morrison costretto ad adeguarsi alle linee guida del paese.

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