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“Syd Barrett dei Pink Floyd aveva la sindrome di Asperger”: lo dice una ricerca italiana

Secondo una pubblicazione del dottor Mario Campanella, il leggendario fondatore dei Pink Floyd non soffriva di schizofrenia, come a lungo si è sospettato, ma della sindrome di Asperger. Dopo una carriera geniale e fulminea, interrotta da un ritiro prematuro, Barrett è morto a soli 60 anni nel 2006.
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A cura di Valeria Morini
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Per un piccolo ma significativo gruppo di fan dei Pink Floyd, la fase più grandiosa e creativa vissuta dalla celeberrima band inglese non è stata quella di album storici come "The Dark Side of the Moon" o "The Wall". C'è chi sostiene che i migliori Pink Floyd siano stati quelli degli esordi, ai tempi in cui il frontman era il leggendario Syd Barrett. Sul fondatore e primo vocalist del gruppo si parla e si scrive ormai da decenni nel tentativo, forse impossibile, di far luce sulla sua evanescente e per molti versi indecifrabile figura.

Al di là della sua dipendenza da droghe, in molti si sono interrogati su eventuali disturbi psicologici e comportamentali di Barrett, che lo avrebbero portato  al ritiro prematuro dalle scene. A lungo è circolata l'ipotesi che l'artista fosse affetto da schizofrenia, ma una ricerca italiana ha recentissimamente proposto un'altra teoria. Syd Barrett avrebbe avuto la sindrome di Asperger, come afferma la pubblicazione del dottor Mario Campanella "Syd Barrett: was he suffering from schizophrenia or Asperger's syndrome?" ("Syd Barrett: soffriva di schizofrenia o sindrome di Asperger?"), coordinata da Donatella Marazziti della Fondazione BRF Onlus.

Syd Barrett: il "diamante pazzo" del rock

Artista tormentato, controverso, sicuramente geniale, Syd Barrett è uno dei grandi misteri della storia del rock. Dopo aver creato i Pink Floyd nel 1965 insieme a Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright, realizzò con loro l'album d'esordio "The Piper at the Gates of Dawn", il successivo "A Saucerful of Secrets" e alcuni singoli (tra cui la splendida "See Emily Play") per poi abbandonare la band dopo soli tre anni, sostituito dall'amico David Gilmour. Dopo alcuni album solisti ("The Madcap Laughs" e "Barrett", usciti nel 1970), scomparve letteralmente dalle scene e rimase per decenni nell'anonimato, prima di morire nel 2006 ad appena 60 anni. Nel 1975, i Pink Floyd composero in suo omaggio il disco "Wish You Were Here", dove la meravigliosa "Shine On You Crazy Diamond" era il ritratto della sua personalità complessa e sregolata; pare che, mentre durante la registrazione dell'album, Barrett si sia presentato in sala incisioni, calvo, grasso e invecchiato tanto che i suoi ex compagni non lo riconobbero.

Ecco quanto dichiarato da Campanella:

La sinestesia, la sua passione per i colori, il portamento ondulante tipico degli aspergeriani, l'isolamento, l'attrazione per la pittura fanno propendere per l'ipotesi dell'Asperger. L'Asperger può essere ad alto funzionamento sociale ma, nella fattispecie, fu complicato da un uso smoderato di droghe e dalla co-presenza di un disturbo di personalità di cluster A. Del resto non vi è mai stata prova che Barrett fosse stato ricoverato in un ospedale psichiatrico, non ha mai ricevuto diagnosi di psicosi.

Secondo lo specialista,"I fenomeni allucinatori e deliranti" di cui Barrett fu vittima secondo le biografie furono dovuti non a problemi mentali ma "al lungo periodo nel quale assunse stupefacenti". Una teoria interessante che cambierebbe molte delle ipotesi legate finora al  "diamante pazzo" del rock.

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