La scenografia del festival di Sanremo 2019
in foto: La scenografia del festival di Sanremo 2019

A una settimana dall'inizio della 69a edizione del Festival di Sanremo Francesca Montinaro spiega come ha voluto costruire la scenografia che osserveremo per le cinque serate del Festival. La Montinaro torna a disegnare la scena di Sanremo dopo averlo fatto già nel 2013 e racconta così il Sanremo che vedranno i telespettatori e nel quale anche il pubblico dell’Ariston si troverà immerso: "Aprire lo spazio, renderlo ancora più grande e ‘aumentato’. È la magia che ho immaginato per il palcoscenico del Teatro Ariston e per il Festival di Sanremo 2019: in fondo chi fa tv è un po’ un prestigiatore e io ho cercato di farlo pensando più a una ‘coreografia’ che a una classica scenografia, grazie a una rivoluzione nell'uso dello spazio fisico e a una macchina scenica nascosta che crea un profondità di campo unica per questo luogo".

L'armonia di Claudio Baglioni

La Montinaro ha spiegato quali sono state le indicazioni del Direttore artistico Claudio Baglioni che in conferenza stampa ha parlato di armonia ("Cerco sempre significati per attuare alcune scelte, quest'anno voglio portare armonia al Festival, armonia come risultato, approdo e percorso per sposare elementi opposti. Il 69, poi, richiama anche lo Yin e Yang, che significa anche avvicinamento degli opposti e bellezza nella diversità".

Un lavoro di squadra

E proprio questo è stato il tema che il cantante ha chiesto alla scenografa: "Il direttore artistico Claudio Baglioni mi ha chiesto di lavorare sul concetto di armonia e io l’ho tradotto ricreando onde armoniche in scena, e inventando un golfo mistico dei musicisti nella pancia del teatro, perché fosse la musica stessa idealmente a sostenere il Trampolino, che è poi Sanremo stesso. La scala apparirà quasi dal nulla, ma sempre al tempo della musica". Fondamentale per la realizzazione della scenografia di quest'anno il lavoro di squadra "a partire dal lavoro gomito a gomito con Mario Catapano, il direttore della fotografia, perché in una scenografia quasi ‘invisibile’ come quella che ho pensato, anche le luci saranno fondamentali per disegnare il Festival"