Manca meno di un mese alla partenza del prossimo Festival di Sanremo 2019, condotto ancora una volta da Claudio Baglioni che quest'anno avrà al suo fianco Claudio Bisio e Virginia Raffaele. È il secondo anno per il cantautore romano che lo scorso anno ottenne risultati importanti a livello di share e pubblico e che quest'anno ha voluto portare sul palco del Teatro Ariston quello che il Paese sta raccontando a livello musicale. Ci tiene a sottolinearlo nella prima conferenza stampa ufficiale in cui ha parlato della sua voglia di conferma della centralità della musica, delle canzoni, "un' arte povera che riesce laddove tante altre cose non ce la fanno, creano memoria, e sono un richiamo evocativo che cerchiamo di salvaguardare al meglio".

Canzone come stella polare

La canzone sarà ancora una volta la "stella polare" del Festival, Baglioni lo disse l'anno scorso e lo conferma quest'anno rivendicando risultati e la centralità della musica, oltre ai suoi 24 Big che ha selezionato: "Ho riportato il festival in quella centralità costruendo attorno alla gara sistema spettacolare gradevole e narrativo rispetto alla musica prodotta. Conferma di piccole conquiste come la non eliminazione. Comunque Sanremo non è mai televisiva ma un evento trasmesso, che diventa bandiera della tv, deve avere caratteri e di eccezionalità e sorpresa perché si rivolge a pubblico largo e voglioso di ascoltare cose nuove".

Un festival di armonia

Questa sarà la 69a edizione e Baglioni ha colto questo numero per dare un significato in più alla kermesse; un numero che, dice, rappresenta la simmetria: "Io cerco sempre significati per attuare alcune scelte, quest'anno voglio portare armonia al Festival, armonia come risultato, approdo e percorso per sposare elementi opposti. Il 69, poi, richiama anche lo Yin e Yang, che significa anche avvicinamento degli opposti e bellezza nella diversità. Vorrei spendere qualche parola sulla musica pop che racchiude gran parte delle musiche correnti: è una delle poche musiche in movimento, le altre (classica, jazz, folk) sono elitarie e tendono a conservarsi, quest'anno la scelta è caduta su 24 proposte che cercano di raccontare il Paese musicale per quello che è, fotografare e prevedere quello che accadrà. Se un vagone tende a farsi trascinare, noi cerchiamo di fare locomotiva e vogliamo che Sanremo sia proponente di musica, il modo di annunciare quello che si ascolta in questi giorni e nei prossimi". Anche questo è il motivo per cui Baglioni si definisce "Dirottatore artistico" (lo scorso anno era "Dittatore artistico").

Formula autartica sugli ospiti stranieri

Sanremo ha anche parlato della possibilità di ospitare artisti stranieri rimanendo fermo sulla decisione del 2018, quando specificò che non voleva figurine, ma solo ospiti che potessero dare qualcuno: "Al momento non ci sono ospiti non italiani, ma in questa edizione vale ancora di più la regola di ingaggio che è quella che il festival è un'occasione perché l'ospite porti qualcosa e non prenda solo. Sono perplesso quando all'interno di un meccanismo armonico c'è qualcosa che sfugge, non voglio presenza a solo scopo promozionale, senza interazioni con cast. Comunque sto aspettando proposte e al momento non ce ne sono, quindi festival si mantiene su formula autartica. Sugli ospiti musicali invece Baglioni ei espone: "Sulla rampa di lancio sono Andrea Bocelli, Giorgia, Elisa. Avremo almeno due ospiti cantanti a serata".

Tributi e omaggi, Baglioni vaglia l'ipotesi Peppino di Capri

Infine l'aspetto dei riconoscimenti speciali, con l'ipotesi di un premio a Peppino Di Capri caldeggiato da molti esperti di settore nelle ultime ore: "È una cosa che va vagliata, perché di solito i premi alla carriera vengono consegnati dal comune di Sanremo. Ci stiamo pensando, come accaduto lo scorso anno con Milva. Mi auguro che ci sia la possibilità per un interprete come Peppino di essere ricordato sul palco di Sanremo. Poi… ricordato: lui si ricorda molto meglio di noi".

La polemica sulla canzone di Carone e Dear Jack

Il Direttore artistico è intervenuto anche riguardo la polemica sull'esclusione di "Caramelle" canzone di Pierdavide Carone e Dear Jack che aveva come tema quello sulla violenza sui minoti. Nei giorni scorsi, infatti, c'è chi ha accennato a presunte censure da parte della Rai: "Ho cercato di spiegare a Pierdavide che non c' alcuna intenzione censoria – ha detto Baglioni -, la stessa canzone vincitrice dell'anno scorso e alcune delle tematiche di quest'anno ci faranno capire che nessuno ha agito per censura, quindi dichiarazione – se vera – è infondata. Mi spiace perché Pierdavide aveva presentato un brano buono lo scorso anno, arrivato nelle votazioni in prossimità delle 20 canzoni scelte, mentre quest'anno è stata ammessa a più ascolti poi, però, non è rientrata nelle 24, mi spiace ma non c'è alcuna intenzione di censurare un brano. È una graduatoria opinabile come tutte le graduatorie, ma l'infallibilità non c'è".

Il Dopofestival e Sanremo by Night

Le serate si svolgeranno con il 5 in cui si esibiranno tutti i 24 artisti, nella seconda e nella terza serata invece si riascolteranno 12 canzoni per giorno, mentre nella quarta, l'8 i 24 artisti si esibiranno con degli ospiti per presentare le proprie canzoni riarrangiate, mentre il 9 ci sarà il gran finale con un rush finale in cui i primi 3 si ripropongono e saranno votati anche dalla giuria esperti che sostituisce quella demoscopica. Si attendono novità anche per il Dopofestival per cui è stato già annunciato Rocco Papaleo capobanda di un gruppo musicale per fare performance: "Accanto a Papaleo avremo due figure femminili che saranno complementari per dare una visione, un insieme ben assortito. Per la prima volta apriremo finestra su Sanremo by night, e andremo al Forte Santa Tecla, mostrando al pubblico questa realtà importante" ha detto Claudio Fasulo che ha parlato anche di un "paesaggio lunare, territorio fatto di suggestioni, sogno, poesia".