Tiziana Giardoni ricorda il marito Stefano D'Orazio, per la prima volta con un post su Instagram. Un lungo e commovente messaggio dedicato al batterista dei Pooh scomparso lo scorso 6 novembre, travolto dal Coronavirus. Tiziana, al suo fianco da dieci anni ma sposata con l'artista dal 2017, aveva chiarito pubblicamente le circostanze della sua morte. A pochi giorni dalla sua scomparsa vuole ricordarlo così:

Sarò forte così come avresti voluto .. mi prenderò cura di me perché questo è quello che volevi .. Continuerò a sorridere perché tu amavi il mio sorriso .. Porterò avanti i tuoi progetti perché hai speso tutte le tue energie per completarli.. Ma dammi del tempo amore mio grande .. non riesco a sopportare la tua assenza .. non ce la faccio .. sento tanto dolore .. e ho il cuore a pezzi .. non mi bastano i ricordi .. mi manca il tuo respiro .. la tua allegria .. le tue carezze .. mi manca l’aria .. mi manca la forza .. mi manchi tu!

Chi è la moglie di Stefano D'Orazio

Dopo una lunga storia d'amore con Lena Biolcati e una relazione con Emanuela Folliero, nel 2017 Stefano D'Orazio ha sposato Tiziana Giardoni, al suo fianco già da 10 anni. La coppia ha celebrato le nozze il 12 settembre, nel giorno del compleanno del musicista, con Barbara D'Urso che aveva fatto da testimone, come ha scritto lei stessa in un post pubblicato questa mattina sulle sue pagine social. Un post in cui parlava della sua amicizia con D'Orazio, della vicinanza tra le famiglie e di come lui sia stato il primo a correre a Napoli quando era morto il padre della conduttrice.

Il messaggio di Roby Facchinetti

Roby Facchinetti ha scritto una lunga lettera indirizzata a Stefano D'Orazio collega ma soprattutto amico, con cui ha condiviso una lunghissima carriera coi Pooh. Una scomparsa che ha colpito il mondo della musica tutto, non solo quello dei fan della band: batterista, scrittore, era stato autore di tante canzoni, compresa l'ultima "Rinascerò, rinascerai" che, assieme proprio a Facchinetti, aveva scritto per raccogliere fondi per combattere il coronavirus che durante la prima ondata aveva colpito violentemente Bergamo, sua seconda città.