L’abbraccio tra Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio (via Fb Facchinetti)
in foto: L’abbraccio tra Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio (via Fb Facchinetti)

Roby Facchinetti ha scritto una lunga lettera indirizzata a Stefano D'Orazio collega ma soprattutto amico, con cui ha condiviso una lunghissima carriera coi Pooh. D'Orazio è scomparso per il Covid, a causa del quale era stato ricoverato in ospedale, come ha scritto anche la moglie Tiziana Giardoni. Una scomparsa che ha colpito il mondo della musica tutto, non solo quello dei fan della band: batterista, scrittore, era stato autore di tante canzoni, compresa l'ultima "Rinascerò, rinascerai" che, assieme proprio a Facchinetti, aveva scritto per raccogliere fondi per combattere il coronavirus che durante la prima ondata aveva colpito violentemente Bergamo, sua seconda città.

L'abbraccio di Roma al funerale

La prima, però, Roma, lo ha accolto per un ultimo saluto, quando centinaia di persone si sono strette attorno a lui e alla sua famiglia per dirgli addio. Un funerale che ha attraversato le strade della Capitale, per arrivare a Piazza del Popolo, accolto dalle sue canzoni cantate dal pubblico. In questi giorni Facchinetti ha ricordato l'amico, ma con poche parole. Poi ha sentito il bisogno di condividere una lunga lettera con il suo pubblico: "Quando il dolore è troppo profondo e ci devasta, è difficile fare altro che dar spazio a lacrime e silenzio. E infatti avrete notato, nelle ultime ore, quanto poco io abbia parlato, di questa tragedia della perdita del nostro amatissimo Stefano. Ma credo che ora sia giunto il momento di condividere con voi anche qualche parola e qualche riflessione, oltre al dolore", prima della spiegazione del rapporto tra D'Orazio e la sua città.

La scoperta della scomparsa di D'Orazio

Una città che nel salutarlo, spiega Facchinetti, ha alleviato anche un po' il dolore per questa perdita. Facchinetti ricorda i momento in cui ha ricevuto la notizia: "Ancora oggi, comunque, faccio fatica a credere che ci hai lasciati, amico mio. Il messaggio della tua adorata Tiziana al telefono, venerdì sera, è stato solo il primo chilometro d’una maratona di dolore e smarrimento, il primo passo d’un lungo viaggio nell’incredulità, nel non accettare di non poterti più chiamare, vedere, abbracciare. Porto ancora spesso, istintivamente, la mano al cellulare per farti uno squillo, sai? Per continuare a parlare e a lavorare insieme, come abbiamo fatto in questi anni dal ‘Parsifal' a ‘Rinascerò rinascerai' agli altri inediti".

L'avventura coi Pooh

Facchinetti ricorda lo schianto nel sapere che l'amico era risultato positivo, ma anche le rassicurazioni di D'Orazio: "Sei stato davvero un grande uomo, Stefano. Una persona magnifica, forse la migliore che abbia conosciuto. Ed è stato un dono poter condividere anche con te l’avventura più bella della mia vita. Quello che mi hai insegnato lo terrò sempre nel cuore, e assieme alla tua arte sappi che ti rende immortale, ti rende sempre vivo, fa che tu sia continuamente con noi".

Un pensiero per Tiziana Giardoni

Il ricordo poi va alla moglie Tiziana Giardoni: "Con cui hai avuto un rapporto simbiotico e cui hai voluto dedicarti, lasciando l’astronave dei Pooh nel 2009.Tiziana, credimi, ora Stefano è ovunque. Sopravvive nella musica, nei testi, nei libri, nei ricordi, nell’aria. E tutti gli possiamo, gli potremo sempre parlare, soprattutto tu. Tu che l’hai vissuto come nessuno mai. E questo non può consolare, lo so, però è un fatto. È un fatto bellissimo, di cui devi restare sempre orgogliosa e consapevole.Una lettera per te".

Le parole e le canzoni di Stefano D'Orazio

Poi il pensiero torna allo Stefano scrittore, autore, alle parole scritte, quelle uscite e quelle ancora inedite, come avvenuto per il Parsifal, il musical rinviato proprio a causa del Covid: "Quante frasi delle canzoni che hai scritto mi tornano in mente in queste ore difficili, amico mio… Soprattutto mi rimbomba nella memoria quel “Siamo nati per combattere la sorte / ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi”. E mi incazzo, sai?, per lo scherzo crudele di questa sorte. Tu che amavi la vita, tu che le hai dedicato un inno, e la vita che ti ha portato via. Però appunto sono momenti, questi, inevitabili momenti di smarrimento. Tu, Stefano, rimani e rimarrai".

L'ultimo saluto di Facchinetti

E Facchinetti sottolinea che adesso il suo scopo sarà anche quello di far uscire il Parsifal: "Da domani ti prometto che lavorerò perché il nostro “Parsifal”, anch’esso rinviato dalla pandemia, possa andare in scena e andarci come tu lo volevi. Mi assumo la responsabilità di questo, vivrò artisticamente anche e soprattutto per questo, d’ora in poi. Ma ora le parole finiscono… E che rabbia anche a pensare che tu non ci hai neanche potuto lasciare l’ultima tua parola, Stefano, come avevi scritto nel nostro nuovo brano pensando a Valerio. E questa impossibilità di salutarti, starti accanto, sentire la tua ultima parola sconvolge tantissimo, credimi". La lettera si conclude con le parole di D'Orazio e l'ultimo pensiero di Facchinetti: "pensandoci su, trovo bellissimo pensare che adesso che per te tutto è finito, per quanto ciò ci addolori, le stelle tu le starai facendo ridere: rendendole ancor più luminose. Perché adesso la tua casa è proprio lassù fra le stelle. Quelle stelle per cui pure tu hai dovuto timbrare il passaporto".