22 Maggio 2014
12:57

Sónar 2014, uno dei festival più amati dagli italiani

Il Sónar è uno dei festival più importanti della stagione e anche uno di quelli più amati dal pubblico italiano che si riversa in massa a Barcellona per non perdere alcuni tra i maggiori artisti mondiali della musica elettronica.
A cura di Francesco Raiola

Gli italiani che girano l'Europa e il mondo per la musica sanno che ci sono alcuni Festival che sono tappe obbligate della propria carriera di fan; ci sono quelli italiani, quelli europei e quelli mondiali, ma ce ne sono alcuni, però, che sono più obbligati di altri per vari motivi: per la line up, per il genere, per la storia, per il luogo in cui si tiene etc. Una delle capitali europee e mondiali della musica è senza dubbio Barcellona, ovvero una delle poche grandi città che è riuscita a dar vita non a uno, bensì a due festival in grado di tenere testa a quelli americani e agli storici inglesi (dal Coachella a Glastonbury, per intendersi). Parliamo del Primavera Sound, che si terrà dal 28 al 31 maggio (dal 5 al 7 giugno con lo spin off di Porto) e del Sónar, il festival di musica d'avanguardia e new media art che si terrà dal 12 al 14 giugno.

Benché, come ci diceva anche Pietro Fuccio, fondatore della DNA e organizzatore del Siren Festival, dividere i festival per genere non ha più molto senso, potremmo dire che mentre il primo è più orientato al rock, il secondo è più attento alle sonorità elettroniche, ospitando alcuni tra i nomi più importanti del panorama mondiale, da James Murphy ai Massive Attack, passando per Jon Hopkins, Trentemøller, Caribou, Four Tet, Todd Terje, Nils Frahm etc, con l'interessante incursione nel funk degli Chic di Nile Rodgers, tra i protagonisti dello scorso 2013, grazie alla collaborazione con i Daft Punk.

Un festival, quello, elettronico che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni ed è molto amato dagli italiani che sono quarti come presenza di pubblico internazionale dopo inglesi, francesi e tedeschi (gli spagnoli, ovviamente, fanno numero a parte) – come ci dicono dall'organizzazione – con un'intensa attività anche online, visto che sono quarti anche se si guarda al traffico web e con una sempre maggiore attenzione da parte della stampa che vanta una media di 75 persone accreditate dal 2007 al 2013. Il Sónar, inoltre, è uno di quei festival con cui anche gli organizzatori italiani fanno i conti: in un'intervista rilasciata a Fanpage quelli dello Spring Attitude, l'evento che si terrà a Roma il 23 e 24 maggio, hanno preso proprio il festival spagnolo come esempio per la decisione di aprire una sessione diurna: "Abbiamo vissuto ad esempio l'atmosfera del Sónar Dia che è forse la cosa più bella di quel Festival", ma anche festival come Dissonanze, Club To Club e Roma-Europa Festival hanno ottimi rapporti coi cugini spagnoli.

Ridurre il Sónar a un evento solamente musicale, però, sarebbe un errore, anche perché, come visto, la specificazione di quello che è lo si legge anche in quel "New Media Art" di cui sopra. Parallelamente al Sónar By Day si terrà al Palau de Congressos anche il Sónar+D, ovvero la serie di incontri che "unisce esperti da tutto il mondo (esperti di tecnologia, imprenditori, artisti, aziende e ricercatori) per presentare iniziative e gli strumenti che aiuteranno a modellare le future esperienze creative nelle arre che concernono musica, immagine, contenuti interattivi e piattaforme transmediali". Un evento nell'evento, quindi, che esplorerà quello che è il futuro di diversi campi che quotidianamente si intersecano per sviluppare un discorso più ampio e diventare un catalizzatore di creatività nel mondo della tecnologia applicata alla musica e ai nuovi media.

Per dare un'idea del fatto che la musica gioca un ruolo fondamentale (basta vedere il programma del Festival per capirlo) ma che le altre arti non sono da meno, gli organizzatori hanno pubblicato un corto di circa 25 minuti di minuti, un "horror movie con un disgustoso senso dell'humor che racconta la storia di una ragazza posseduta dal demonio che si esercita in esorcismi con la propria famiglia per espellere il diavolo". Il corto è stato girato da Sergio Caballero, regista, co-direttore e co-fondatore del Sónar, e colui, in pratica, che si occupa dell'immagine del festival. Il corto si chiama “Ancha es Castilla / N’importe quoi” e potete vederlo qua sotto.

La line up del Sónar 2014, festival di musica e nuovi media
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Parte il Sónar Festival 2014: guarda le foto
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Georgia Taglietti: un pezzo d'Italia nel successo del Sónar Festival
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