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17 Maggio 2014
14:47

Pietro Fuccio: “Vogliamo un Siren Fest europeo, in Italia non c’è la mentalità”

Abbiamo parlato Pietro Fuccio della DNA Concerti, una delle maggiori agenzie di booking in Italia, del Festival che ha creato, il Vasto Siren Fest, e della situazione dei livei in Italia, tra problemi logistici, economici e di mentalità.
A cura di Francesco Raiola
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Vasto Siren Fest

La stagione dei festival e delle rassegne musicali italiane sta per cominciare, mentre quelle internazionali hanno già preso il via o lo faranno a brevissimo (dal Coachella agli spagnoli Primavera Sound e Sónar). Si prevede una cascata di live e di nomi internazionali che riempiranno palazzetti, piazze, e strutture ad hoc in (quasi) tutta la penisola, dai luoghi storici a quelli che lavorano tutto l'anno per fare le cose per bene d'estate (e penso all'Ypsigrock, tra gli altri). Quest'anno, però, è entrato a gamba tesa nel mondo dei festival nazionali – e perché no, anche delle rassegne – un nuovo attore, il Vasto Siren Fest, organizzato dalla DNA Concerti, che durante ‘anno porta alcuni tra i maggiori artisti internazionale a suonare in Italia. Quando sono stati annunciati i primi nomi della line up, in molti si sono chiesti da dove nascesse, all'improvviso, questo evento che, tra l'altro, ha scelto una città fuori dai soliti circuiti musicali per partire con questa prima edizione.

Dal 24 al 27 luglio, infatti, in terra abruzzese sbarcheranno gruppi come The National, Mogwai, John Grant e Fuck Buttons (e tUnEyArDs, il 10 luglio al Magnolia di Milano, come antipasto milanese per presentare il Festival) e tanti altri devono essere ancora annunciati, per quello che vuole affermarsi come un Festival di respiro europeo, mirando ad attirare anche pubblico dall'estero. Questo, almeno, è quello che ci ha detto Pietro Fuccio, fondatore dell'agenzia di booking DNA Concerti, organizzatrice del Siren, che ci spiega anche perché la scelta del luogo sia caduta proprio sulla città abruzzese: "Secondo me il festival deve essere anche un'occasione per staccare per cui fare un festival a Milano o a Roma avrebbe un senso relativo, ovvero diventa un appuntamento per la gente che vive per la gran parte in quella città. Secondo me un festival funziona meglio se lo prendi e lo porti in un posto dove devi andare apposta e diventa un'occasione per spezzare un attimo e farti due tre giorni al mare, in montagna o in una città d'arte; cambi completamente abitudini, ti immergi in una realtà diversa e te la vivi, altrimenti credo che tenda a diventare comunque come qualcosa che non si differenzia più di tanto da quello che sei abituato a fare". Insomma, vanno bene Roma e Milano, ma l'idea è quella di fare come alcuni tra i più grandi festival europei, perché se è vero che molte grandi città hanno i propri festival e che "oggi abbiamo il Primavera, che forse è il festival più importante che c'è e che si fa a Barcellona" è anche vero che "festival storici come Glastonbury, Woodstock, Pukkelpop, Roskilde, Reeding sono festival che si fanno fuori, dove tutto è un po' più a misura d'uomo". In Italia uno dei motivi per cui c'è una sofferenza del settore è perché "è difficile uscire dalla media di quello che le grandi città già ti offrono".

Insomma, non si tratta solo di portare grandi nomi in luoghi fuori mano, ma è proprio l'idea generale che è diversa, ovvero prendere una città intera e trasformarla "cercare di far succedere qualche cosa in tutti gli angoli, il che appunto è più semplice perché è una città piccola" continua Fuccio il quale ringrazia, pur sottolineando la differenza di quello che faranno, le grandi rassegne -dal Rock in Roma a Ferrara Sotto le Stelle -, di cui sottolinea l'importanza nel panorama italiano.

Le prime soddisfazioni, Fuccio, se le sta prendendo grazie alla line up che unisce tanti generi e porta nello steso ambiente artisti che praticano generi differenti, benché oggi, in una realtà musicale liquida come la nostra, non abbia molto senso fare tante distinzioni: "Siamo convinti che nel 2014 certi steccati musicali non esistano più. Ormai, voglio dire, chi ascolta i The National è facile che che sia un fan di Four Tet, allo stesso tempo. Non ci sono più quelle distinzioni nette tra chi ascolta elettronica, chi ascolta chitarre, chi ascolta tastiere. Stiamo cercando di fare degli artisti che ci piacciono che per noi sono bravi. È normale che un filo rosso debba esserci, sarebbe stupido metterci il dj  tecno o il gruppo metal" e i primi riscontri di quello che dice li ha avuti lu stesso parlando coi gruppi, come quando il manager dei Mogwai, ci dice sempre Fuccio, gli ha chiesto se fosse vero che stava per chiudere i Fuck Buttons e lui pensava che ci fosse un problema, che avevano litigato, "invece sono grandi fan e ha detto che i Mogwai saranno felicissimi di sapere che suoneranno coi loro" e amen. Insomma un incoraggiamento non indifferente anche per la scelta della line up.

Quello che manca, per ora, è qualche nome italiano. Nessun gruppo nostrano, infatti, è tra i primi annunci, ma anche questo ha una spiegazione: prima di tutto saranno annunciate a breve anche band italiane (chissà, forse tra quelle del rooster dell'agenzia) ma, continua l'organizzatore, "ci teniamo a dire, a costo di esporci a una figuraccia, che noi il festival stiamo cercando di farlo anche per gente che venga da fuori così mi gioco la terza carta delle cose che in Italia non succedono quando si parla di festival. Noi nel nostro piccolo stiamo anche cercando di farlo uscire anche all'estero e quindi siamo partiti con una line up che incoraggiasse anche gente di altri paesi", gente che forse di nomi italiani non ne conosce nessuno. Gli annunci sulla line up, ma anche delle attività che affiancheranno quella musicale (mostre fotografiche, dj set, proiezioni di film etc), continueranno nei prossimi giorni, in modo da tenere alta l'attenzione.

Quest'anno pare chela crisi festivaliera dello scorso anno sia, in parte, rientrata; l'anno scorso, infatti, ci fu lo stop di diversi Festival ma pare che anche quest'anno succederà qualcosa e in più c'è il solito problema per chi vive al sud di doversi spostare per vedere artisti internazionali o dover spendere un po' di soldi per vederli in date singole piuttosto che in festival di più giorni, come avviene in Europa. È vero che sono pochi i concerti che ti assicurano una copertura, in termini di pubblico, e lo fanno in anticipo – succede coi Rolling Stone, i Kraftwerk, i Linkin Park – ma per il resto si arriva sotto sotto per capire come è andato il concerto e quindi organizzarsi non sempre è semplice: "Noi disperdiamo un po' troppo in estate la proposta di concerti, cioè ci sono improvvisamente milioni di concerti dappertutto e credo che a giugno e luglio ci siano il doppio dei concerti che ci sono in tutto l'anno. A quel punto la gente improvvisamente dovrebbe trovarsi un budget che è decuplicato rispetto agli altri mesi. Questo dipende molto dal fatto che negli altri paesi ci sono i festival che sono dei grossi contenitori dove canalizzi, accorpi, tutta la proposta mentre noi tendiamo, per ogni artista che sta in tour in Europa, a fare una data" e se si parla di sud il discorso è ancora più complesso. Crisi economica e carenze delle infrastrutture, infatti, tengono lontani i grandi nomi dalle città al di sotto di Roma. Benché ci siano realtà che tentano di tenere, come, appunto, l'Ypsig di Castelbuono o lo Zanne a Catania, spostare grandi produzioni è molto complesso. Questo vale già per Roma, figurarsi, quindi, se parliamo di Campania, Calabria o la stessa Sicilia: "C'è un problema geografico e logistico, nel senso che per chi fa un tour europeo, tutti sappiamo che arrivare a Napoli o Catania è sicuramente più complicato che arrivare a Milano, ma anche a Roma e poi insomma, negli anni si è creato il classico circolo vizioso" che porta a prediligere alcune città ad altre.

Update: sono state comunicati nuovi artisti che parteciperanno al festival: Adriano Viterbini, Anna Von Hausswolff, Boxerin Club, Bradipos Iv, Camilla Sparksss, Jennifer Gentle, Movie Star Junkies, Ninos Du Brasil, Thony, Joycut, Might At Night, Tiger Shit Tiger Tiger, Jd Samson (dj Set), Umberto Palazzo (dj Set)

Line up (al 17 maggio)

25 luglio 2014 – Vasto (CH) – Siren festival
The National, Dry the River, The Soft Moon, The Drones

26 luglio 2014 – Vasto (CH) – Siren festival
Mogwai, John Grant, Fuck Buttons, Tycho, Alexis Taylor

Per maggiori informazioni sul Festival e per tenere d'occhio la line up, si può visitare il sito ufficiale, nato da qualche giorno.

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