Stromae, l'artista belga autore di brani come "Alors on dance" e "Formidable", potrebbe ritornare sulla scena discografica dopo sette anni di assenza. A confidarlo è stato lo stesso cantante, durante un'intervista al quotidiano francese Libération, in cui insieme alla moglie Coralie Barbier e al socio Luc Junior Tam, ha discusso del periodo di assenza dalla musica e della promozione del loro brand belga: "Non mi sono mai fermato davvero, lo faccio tutti i giorni, lavorando per me e per gli altri. Non so quando, ma uscirà un nuovo album".

Il ritorno discografico

Paul Van Haver, in arte Stromae, è stato uno dei primi artisti europei in grado di conquistare le classifiche mondiali attraverso le influenze del pop e della french house. Brani come "Alors on dance", "Formidable" e "Tout les memes" sono entrati di diritto nelle posizioni più alte delle classifiche di mezzo mondo, con numeri stratosferici anche sullo streaming digitale: singoli da quasi 250 milioni di stream. A sette anni di assenza dall'ultimo progetto ufficiale, Stromae ha parlato del suo futuro discografico insieme alla moglie Coralie Barbier e al socio Luc Junior Tam, sul portale francese Libération. Un attesa lunga per i fan dell'artista, che negli anni passati era arrivato al punto di rottura con la musica, ma che adesso ha confessato di lavorarci ogni giorno, per se e per gli artisti del suo brand. Discutendo su come il successo del proprio personaggio, lo avesse messo al muro, costringendolo a ritirarsi per qualche tempo, Stromae ha confessato che siamo vicini a un'uscita: "A un certo punto uscirà un album, ma per adesso non ho davvero una data". A 7 anni dalla pubblicazione di "Racine carrèe", Stromae sta tornando.

Il trattamento antimalarico andato male

Nessuna fretta per l'artista belga, dopo aver confessato che nel 2013 a causa del troppo stress dovuto alle quasi 200 esibizioni in due anni e un trattamento antimalarico non andato a buon fine, ha rischiato di abbandonare il mondo della musica: "Avevo bisogno di togliermi tutto dalle spalle, quella pressione che il successo porta. Avevo solo bisogno di trovare me stesso, me, per trovare i miei cari. Avevo fatto 200 concerti in due anni, un numero folle. È stata una bellissima esperienza ma è andata troppo in fretta". A peggiorare la situazione, dopo aver ricevuto un trattamento antimalarico per un soggiorno nel suo paese natio, il Ruanda, l'artista ha ammesso di aver avuto ricadute della malattia, che non gli hanno permesso di vivere in serenità gli anni successivi. La musica era diventata solo lo sfondo sonoro delle presentazioni del suo brano, come quando venne pubblicato "Dèfiler" nel 2018, l'unico singolo negli ultimi 7 anni. L'occasione era la presentazione della sua collezione di abiti esposta nel più grande magazzino di Parigi: il Le Bon Marchè. Il brano ha comunque raggiunto gli 11 milioni di stream su Spotify.

Nessun legame contrattuale

Uno dei motivi per cui l'artista ha avuto la possibilità di aspettare così tanto tempo per l'uscita di un disco è sicuramente la proprietà di tutta la sua musica, un vantaggio che gli ha permesso anche di non scontrarsi con una casa discografica: "Anche se avessi avuto un contratto discografico, non mi avrebbero potuto costringere a far uscire un disco. Anche se lo avessero fatto, avrei cercato un sotterfugio. Al massimo avrei pubblicato un album schifoso, senza che me ne fregasse niente. Migliaia di artisti lo fanno".