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in foto: Stromae (Getty Images)

La carriera artistica di Stromae ha avuto uno stop forzato quando nel 2015 decise di promuovere la sua musica in Africa. Il cantante belga, diventato in pochi anni un vero e proprio fenomeno mondiale grazie ad alcune canzoni – in francese – che oltre all'Europa hanno raggiunto il successo anche negli Stati Uniti: inizialmente fu "Alors on dance", ma è stato soprattutto col secondo album "Racine Carrée" da cui sono stati estratti singoli come "Papaoutai", "Formidable" e "Tous les memes", a dargli la fama internazionale e per quanto riguarda l'Italia il passaggio al Festival di Sanremo e il primo posto in classifica, prima – e ultima, almeno fino ad ora – volta per un francofono.

I problemi della cura antimalarica

Prima di andare in Ruanda, Paese d'origine del cantante, Stromae si sottopose a un trattamento antimalarico che segnò l'inizio di problemi che pare non vogliano ancora abbandonarlo. Qualche settimana fa fu intervistato dal settimanale francese Marianne, a cui dichiarò che uno dei pochi rimpianti che aveva nella vita era quello aver preso il Lariam: "A un certo punto ho cominciato a pensare di essere impazzito".

La ricaduta e il ricovero in ospedale

In una nuova intervista a Liberation, dove è stato intervistato assieme allo stilista Karl Lagerfeld, Stromae è tornato sui suoi problemi, spiegando che ha quasi perso la testa a causa dei problemi di salute che lo inseguono da quando fu costretto a essere ricoverato e tornare in Europa d'urgenza, mettendo fine alla tournée. Lo scorso marzo pareva che Stromae fosse definitivamente guarito, ma oggi pare che non sia proprio così: "Ho avuto una ricaduta non molto tempo fa. In tutta onestà, sono stato ricoverato, e in questo momento sono ancora sotto effetto del trattamento e per questo motivo mi sveglio tardi. Ho avuto una reazione molto negativa al Lariam, un antimalarico. Ho avuto uno scompenso fisico, perdendo completamente la testa, non è per niente divertente".

Gli effetti della malattia

Allo stilista che gli chiedeva quali fossero stati gli effetti del farmaco, il cantante belga ha risposto: "Ti gira completamente la testa e hai enormi crisi di panico". Questa difficoltà di addormentarsi presto ha cambiato anche le sue abitudini quotidiane: "Solitamente le giornate cominciano a mezzogiorno, scrivo di notte, ma non mi impongo orari complicato. A parte questo, comunque, vivo facilmente, e compongo di sera e di notte".

Il momento in cui tutto è cambiato

Guardandosi alle spalle, poi, Stromae ha ribadito ancora una volta come la vita si fosse fatta comunque molto complessa, a causa dello stress che gli aveva cominciato a dare la fama: "Ero arrivato a un punto che ormai era diventato obbligatorio dover uscire con un album, ritornare sul palco etc. Avevo bisogno di dire no", ha spiegato, prima di ricordare il momento in cui capì che tutto era cambiato: "Era durante un firmacopie alla Fnac di Lille dove c'era tantissima gente. Quando sono ripartito, la folla ha circondato l'auto. Erano scatenati, davano colpi sull'auto come se fossi Michael Jackson, avevo come l'impressione che stessi uscendo dal mio corpo".