Pochi giorni fa a Paola Turci sono stati indirizzati svariati insulti per un suo tweet in cui faceva ironia sull'assegnazione delle Olimpiadi a Milano e Cortina: il motivo? Un post ironico su Roma e l'immondizia che invadeva alcune delle strade della capitale. Pochi giorni dopo la cantante interveniva nuovamente sui social con la scritta "essere umani", facendo riferimento, pur senza hashtag, alla vicenda della Sea Watch 3 o, quantomeno, al sentimento di umanità che dovrebbe muoverci tutti, indipendentemente dal credo politico. La cantante è tornata su un argomento sensibile dopo che in precedenza era stata, appunto, subissata di insulti personali, ritornando anche sull'incidente di tanto tempo fa. Insomma, se non sono d'accordo con te ti insulto, la prendo sul personale e se sei ‘famoso' mi sento quasi giustificato.

I social e i commenti offensivi

È una deriva che da qualche anno a questa parte pare aver preso il sopravvento, con la disintermediazione dei social – strumento fantastico nelle mani di chi lo sa usare – qualcuno si sente autorizzato a poter insultare chiunque, soprattutto se famoso: non discutere civilmente o cercare di far valere le proprie convinzioni, ma semplicemente, tra una cosa e l'altra, gettare un'offesa. Lo sa bene Emma Marrone, che all'argomento ha dedicato una canzone, Malelingue, e che da anni, ormai, lotta contro questa deriva che l'ha più volte vista protagonista: decine di hater, infatti, riempiono continuamente le sue bacheche social e quando l'argomento è sensibile, la critica diventa offesa. Per le donne, poi, l'offesa si fa sessista, un po' come avvenuto per il Capitana della Sea Watch 3 Carola Rakete, arrestata ieri a Lampedusa dopo aver forzato il blocco imposto nei giorni scorsi.

Le offese ad Emma

Era proprio un video che ritraeva le offese sessiste a Carola Rakete che la cantante aveva postato con un commento amaro: "Solo una parola. VERGOGNA. Il fallimento totale dell’umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza" aveva scritto Emma Marrone facendo riferimento proprio agli insulti che si sentivano chiaramente dal video. Insulti che inneggiavano allo stupro, per esempio. Ovviamente nei commenti su Instagram e su Twitter il risultato è stato ricevere tanti insulti, non solo critiche, ma proprio insulti personali. Uno di questi lo ha ripreso lei stessa, ripostandolo, ma non era l'unico; c'era, ad esempio, anche il genio che scriveva: "Povera stronza. Rispetta la tua nazione e la tua terra prima di aprire la bocca" (sic). Tommaso Paradiso, in un commento su Instagram, non nascondeva la sua amarezza, mostrando solidarietà all'amica: "Sembra davvero che tutto ciò possa provenire da un un mondo parallelo, per una falla improvvisa del sistema che ha deviato il normale corso delle cose, come se stessimo assistendo da spettatori a un film post apocalittico ambientato in un tempo x lontano da qui, lontano da noi. Ma è semplicemente reale, spaventosamente reale. Per l'ennesima volta ci siamo sopravvalutati, invece rappresentiamo il punto più basso e infimo della grandiosità dell'universo tutto", ma solidarietà è arrivata anche dalla stessa Paola Turci, che condividendo il tweet di Emma Marrone scriveva "Quanto hai ragione amica mia", mentre Fiorella Mannoia ha voluto ricondividere commentando così: "Concordo. Avanti, scatenatevi pure. I vostri insulti sono medaglie. @paolaturci @MarroneEmma".

Contro gli insulti

Fin dove è lecito spingersi? Quanto ancora bisognerà sopportare gli insulti? Di cosa c'è bisogno per capire che non ha senso insultare qualcuno perché ha un'idea diversa dalla nostra? Non esisterà mai la comunità d'intenti, neanche di fronte a persone che rischiano la vita, va bene, ma è inaccettabile che si auguri uno stupro a qualcuno (e il fatto di essere ubriachi peggiora la situazione più che giustificarla) o che si dia della ‘stronza' a qualcun altro che denuncia quel linguaggio e quell'idea. Si dibatte da tempo sulla possibilità o meno che gli artisti prendano posizione sui fatti di attualità – e negli anni è stato fatto in forme varie, dalle posizioni personali ai progetti musicali a più ampio respiro -, ma prima ancora sarebbe bene che si ricominciasse il discorso sull'obbligatorietà di un'educazione civica non di facciata.