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24 Maggio 2015
15:31

Se neanche il Volo riesce a vincere l’Eurovision, chi potrà farlo?

Il Volo non è riuscito a riportare l’Eurovision in Italia a 25 anni dalla vittoria di Toto Cutugno, prendendosi un terzo posto buono per le statistiche. Ma se non ce l’hanno fatta loro con il loro pop opera, chi potrà mai riuscirci?
A cura di Francesco Raiola
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Alla fine non ce l'hanno fatta e come volevano i bookmaker nei giorni precedenti all'Eurovision Song Contest, Il Volo è stato sopravanzato da Mans Zelmerlow della Svezia (primo) e la rappresentante della Russia Polina Gagarina (seconda), riportando a 4 anni di distanza dal secondo posto di Raphael Gualazzi, l'Italia sul podio. Non ci voleva molto a far meglio del 21° posto che Emma Marrone aveva riportato lo scorso anno, peggior risultato di sempre di una delle edizioni più chiacchierate grazie alla partecipazione e vittoria di Conchita Wurst, che quest'anno, nell'edizione viennese, ha co-condotto la rassegna. Inutile far finta di niente, se lo scorso anno nessuno avrebbe scommesso un euro sulla possibile vittoria della cantante pugliese, quest'anno le speranze riposte nei tre ragazzi erano tante.

Al Volo è successo, al contrario, quello di cui sono stati protagonisti a Sanremo. Mentre là partirono sfavoriti, guadagnando posizioni man mano che ci si avvicinava all'esordio del Festival, questa volta, i tre hanno tirato la volata facendosi mettere a ruota le due altre nazioni che li hanno superati in volata. Erano l'unico gruppo che avrebbe potuto riportare in Italia un primo posto che manca dal 1990, quando Toto Cutugno vinse con ‘Insieme: 1992'. Lo dicevano tutti e probabilmente ne erano convinti anche loro. Se l'Italia del pop/rock all'estero conta come il due di coppe, eccezion fatta per artisti che all'ESC non metterebbero piede per nessuna ragione al mondo (Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro), la possibilità che un trio che fa pop opera – da tempo uno dei nostri cavalli di battaglia, nonché una delle poche cose per cui ancora si fa il nostro nome oltralpe quando parliamo di musica dai grandi numeri – potesse vincere, non era un'idea da scartare e infatti, nelle settimane precedenti, qualcuno cominciava già a pregustare un'edizione romana, ma così non sarà.

Nonostante l'accoglienza a Vienna sia stata quella che si riserva alle star, con lunghe file ai banchetti del firmacopie e una standing ovation che ha caratterizzato la loro esibizione, ultima in scaletta, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble tornano a casa a mani vuote. Il blocco russo e ancora più quello che ha appoggiato il favorito svedese hanno demolito i sogni di gloria, dando però all'Italia il quinto terzo posto di sempre, che si somma ai due secondi e alle due vittorie (Gigliola Cinquetti nel 1964 con "Non ho l'età", oltre al citato Cutugno) della nostra Storia. Risultato che fa statistica ma conta poco, in un'esibizione che spesso non lascia il minimo ricordo neanche del vincitore. Ma se non ce l'ha fatta neanche Il Volo, chi potrà mai riuscire a riportare in Italia l'ESC? Chi potrà farlo, poi, cantando in italiano (l'ultimo che si è avvicinato è stato Raphael Gualazzi nel 2011 che mescolava italiano e inglese)?

Ma siamo sicuri che qualcuno lo voglia veramente?

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