2 Novembre 2013
10:41

Scomparsa Nadya Tolokonnikova, la Pussy Riot in carcere per vandalismo

Non si hanno più notizie di Nadya Tolokonnikova, la Pussy Riot che deve scontare due anni di prigione per vandalismo motivato da odio religioso. La denuncia arriva dal marito e dal padre che da giorni, ormai, non hanno più notizie della ragazza.

Se sei una persona conosciuta in Russia e ti rifiuti di stare in silenzio di fronte alle vessazioni che subisci in carcere, anzi, decidi addirittura di cominciare uno sciopero della fame (l'ennesimo) e mandare una lettera aperta di denuncia al Guardian, rischi di fare la fine di Nadya Tolokonnikova, membro delle Pussy Riot e scomparire. Questa, almeno, è la denuncia dei suoi parenti che hanno comunicato che da qualche giorno hanno perso qualsiasi contatto con la cantante, che fino ad allora era rinchiusa nella prigione di Mordovia.

“Un’atmosfera di minaccia e di ansia pervade la zona di lavoro” scriveva la Tolokonnikova, sottolineando come “le condizioni igieniche e residenziali del campo sono calcolate affinché i prigionieri si sentano come animali sporchi senza diritti”. Una lettera dura che, evidentemente, non è piaciuta alle autorità russe che hanno deciso di spostarla e soprattutto di tagliare tutte le sue comunicazioni con l'esterno. A BuzzFeed il marito Petya Verzilov ha detto, infatti, che quello "è il solo modo per punire Nadya, tagliarla fuori dal mondo esterno".

Il marito della ragazza e una serie di attivisti hanno organizzato per mesi delle proteste proprio al di fuori del campo di prigionia, mandando su tutte le furie le autorità. Secondo fonti del marito, la Pussy Riot sarebbe stata spostata in treno di notte per portarla a Chelyabinsk, negli Urali. "Non abbiamo prove che sia viva – dice il padre -, non conosciamo lo stato della sua salute. È malata? È stata picchiata?"

La Tolokonnikova, assieme a Maria Alyokhina, è uno dei due membri del gruppo punk condannati per vandalismo motivato da odio religioso, e dovranno scontare la condanna di due anni, che terminerà a marzo prossimo. Più volte la cantante ha chiesto gli arresti domiciliari che le sono stati puntualmente negati.

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