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Sanremo Giovani, ma ‘ndo vai se la casa discografica non ce l’hai?

Anche quest’anno i giovani di Sanremo hanno le spalle “coperte” dalle case discografiche: la Sony ne porta due, la Universal e la Emi uno.
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Anche quest'anno i giovani di Sanremo hanno le spalle "coperte" dalle case discografiche: la Sony ne porta due, la Universal e la Emi uno.

Non stiamo qui a puntare il dito, ancora una volta, contro la direzione artistica del Festival di Sanremo 2013. Due paroline, però, sono dovute visto che, con l'avvento di Fabio Fazio e di Mauro Pagani alla direzione artistica, erano stati annunciati intenti completamente diversi, per un Festival di Sanremo che finalmente mettesse al centro di tutto la canzone ed i suoi contenuti. Se il buongiorno si vede dal mattino, però, anche quest'anno avremo una kermesse pesantemente inflazionata dalle case discografiche. Almeno è l'impressione (o il sospetto se vi piace di più) che si ha a guardare i nomi dei 6 giovani ammessi alla fase finale sui 60 che hanno partecipato alle audizioni: Andrea Nardinocchi per la EMI, Il Cile per la UNIVERSAL, Ilaria Porceddu e Paolo Simoni per la SONY, i Blastema per la casa di Fabrizio De André e Dori Ghezzi, la NUVOLE PRODUCTION, ed infine Antonio Maggio della RUSTY RECORDS di Gianni Rugginenti che, almeno a parole, si proclama etichetta indipendente.

C'era un mare di opportunità tra i 60 ammessi alle audizioni finali. Un mare. E, cosa incredibile, per la prima volta c'erano di quei nomi che conosciamo per averli ascoltati con distrazione o meno in quel club da 70 persone, in quel locale dove fanno musica buona, dove si va perché la birra costa di meno, e vi discorrendo. Insomma, c'era la musica indipendente. Penso a Colapesce per la 42 Records, l'etichetta "piccolissima per la musica bellissima", che con Un meraviglioso declino si era imposto all'attenzione di tanti. Penso a Gnut, alias Claudio Domestico, che è talmente indipendente che fa tutto da solo, dalla produzione al booking, e che è di una bellezza tale che fa spavento non vederlo su quel palco, non per il palco in se', ma per quello che alla fine saremo tutti costretti a vederci sopra. Penso a Mimì De Maio, un altro cantautore sbarazzino, vicino alle sonorità che Sanremo tanto ama, che va in giro per l'Italia, anche a sue spese, ad insegnare ai più giovani (pensate un giovane che insegna ai più giovani!) come organizzare instant flash mob e che, non potendo contarci su, l'etichetta indipendente se l'è fondata da solo. Penso a Carlot-ta che con la sua Dodecaneso c'erano tutte le carte in regola per estasiare e pizzicare il pubblico pigro e fazioso della kermesse.

Rissa sulla pagina Facebook. Tanti altri sono gli esclusi "eccellenti", tra volti già noti al grande pubblico ed altri un po' meno: dai figli dei "talent" Antonella LoCoco, I Moderni, Giulia Ottonello, Ottavio De Stefano, Elisa Rossi, ai figli d'arte Alberto Bertoli e Filippo Graziani, fino ad altre nuove leve che vantano già una buona "fanbase", dai Power Francers ai Caponord, fino al Management del Dolore Post Operatorio. E forse per questo che, da un paio di ore, si sta generando una vera e propria rissa verbale sulla pagina Facebook ufficiale di Sanremo Giovani. E nel frattempo la Commissione ha fatto sapere che, mai come quest'anno, le canzoni e gli artisti avevano una "qualità media alta, molto alta". Così anche quest'anno, l'etichetta ha fatto la differenza.

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