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Sanremo 2018

Sanremo 2018, Luca Barbarossa canta “Passame er sale” in dialetto romano

Il cantautore romano, già vincitore nel 1992, torna al Festival di Sanremo con il brano “Passame er sale”, scritto in dialetto romano. Il singolo farà parte del suo ultimo album, “Roma è di tutti”, in uscita il prossimo 9 febbraio.
A cura di Redazione Music
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Luca Barbarossa (Facebook).
Luca Barbarossa (Facebook).
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L'edizione numero 68 del Festival di Sanremo è caratterizzata dai grandi ritorni. Tra questi, c'è di certo quello di Luca Barbarossa, che mancava dal teatro Ariston dal 2011. Il cantautore capitolino presenterà la sua "Passame er sale", una canzone, scritta in dialetto romano, che è anche il bilancio dell'amore di una vita, che le ha passate tutte ed è ancora in piedi, il tutto sulla falsariga degli stornelli di un tempo. Nel corso della serata dedicata ai duetti, in programma venerdì 9 febbraio, canterà il brano insieme all'attrice Anna Foglietta. Il singolo sarà disponibile nel nuovo album di Luca Barbarossa, intitolato "Roma è de tutti", in uscita il 9 febbraio. A seguire, ci sarà in tour teatrale, al via il prossimo 17 marzo dall’Auditorium San Domenico di Foligno.

Luca Barbarossa a Sanremo: storia di un lungo amore

La prima partecipazione di Luca Barbarossa al Festival di Sanremo risale al 1981, quando, nella categoria Campioni, arrivò quarto con il brano "Roma spogliata". Nel 1986 fu la volta di "Via Margutta", nel 1987 di "Come dentro un film" e ancora nel 1988 di "L'amore rubato", con il quale raggiunse il gradino più basso del podio. Ma è nel 1992 che il cantautore romano diventa il protagonista della kermesse, vincendo con "Portami a ballare", che dedicò a sua madre Annamaria. Ritornò poi all'Ariston nel 1996 con "Il ragazzo con la chitarra", nel 2003 con "Fortuna" e nel 2011 con "Fino in fondo" in coppia con Raquel Del Rosario, ma non arrivò a fare meglio dell'ottavo posto.

Testo di Passame er sale

Passame er sale er sale fa male
Passame er tempo er tempo non c’è
Passame armeno i momenti che ho vissuto co’ te
Passame er vino lo mischio cor sangue
Passame i sogni je metto le gambe
Passano stelle che inseguono er giorno
E nun sanno dov’è
Se semo amati feriti traditi e accarezzati
Se semo presi lasciati pentiti
E aritrovati
Pe’ ogni fijo amato e cresciuto n’avemo fatte de notti
Mo li vedi anna’ in giro ner monno coi nostri occhi
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Guardace adesso, t’aspettavi de più?
Gniente è lo stesso ma più bella sei tu
Che manco a ‘na stella cadente avrei chiesto de più
Se semo persi inseguiti impauriti
E in lacrime riconquistati
Se semo offesi difesi colpiti
E pe’ tigna mai perdonati
N’avemo fatta de strada e de strada ancora ce n’è
Ogni fiato ogni passo che resta vojo fallo co’ te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te

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