9 Maggio 2014
18:33

Rocco Hunt: “Arrivare in cima è difficile, ma scendere è un attimo”

Ospite del Digital Social Forum organizzato a Napoli dalla Federico II, Rocco Hunt ha saputo oggi di aver conquistato il Disco d’oro per il suo secondo album “‘A verità”. Ai microfoni di Fanpage ha parlato di questo, ma anche del suo essere del sud, di Sanremo e di come è cambiata la sua vita.
A cura di Francesco Raiola
Rocco-Hunt
Rocco Hunt

Quando gli parli Rocco Hunt si muove, quasi balla e pare quasi rappare mentre parla, lui che col freestyle c'è cresciuto e lo ha dimostrato anche oggi, quando era tra i protagonisti del Digital Music Forum che si è svolto a Napoli. Un Forum in cui si sono tessute le lodi dello streaming, salvatore dell'industria discografica, un po' come il rap, che nel 2013 ha fatto numeri incredibili, portando il genere alla ribalta con tanti artisti, da Moreno a Fedez, passando per Clementino, Salmo e lo stesso rapper salernitano, il quale aveva già assaggiato la top ten della classifica FIMI lo scorso anno con il suo esordio "Poeta Urbano", ma che con il suo ultimo "‘A verità" – che lui considera il suo vero e proprio esordio – è riuscito là dove nessun artista campano era riuscito da tanti anni a questa parte, ovvero conquistare non per una, ma addirittura due settimane, la prima posizione in classifica, battendo, nella sua seconda settimana, una macchina da guerra commerciale come Moreno: "Una bella soddisfazione. È davvero un altro punto di partenza" ha detto il rapper ai microfoni di Fanpage, nell'intervista video che trovate in testa all'articolo.

Una vittoria sua e del sud, che da Salerno è dovuto andare via per ragioni lavorative "perché l'industria discografica è là [a Milano, ndr]. La mia non è una denuncia, ma raccontare un dato di fatto: io sono a dovuto andare a Milano, perché altrimenti non avrei potuto fare l'album che ho fatto" e invece là ha l'etichetta, la Sony, e ha trovato alcune collaborazioni importanti, come quella di Eros Ramazzotti, che gli ha messo a disposizione lo studio di registrazione e con cui ha voluto incidere una nuova versione di "Credi" di Edoardo Bennato, suo mentore: "Il mio sogno sarebbe comunque avere un giorno un'industria discografica anche qui che produca talenti del sud e incentri ancora di più l'economia di questo settore nel meridione" continua Rocco, che durante l'incontro condotto da Lello Savonardo, oltre a Bennato, ha ricordato anche il suo amico Clementino e i Co' Sang.

Benché "‘A verità" comunque sia stato scritto e pensato ben prima della vittoria di Sanremo, come ci tiene a sottolineare il cantante, senza dubbio la kermesse sonora ha fatto da amplificatore, ma ha trovato una sostanza su cui poggiarsi grazie alla gavetta: "È la prima volta che mi affaccio nel mercato discografico, prima mi autoproducevo e insomma c'era un altro modus operandi. "‘A verità" lo considero il primo disco ufficiale e riuscire comunque a fare già un ottimo lavoro è davvero una grandissima soddisfazione, a 19 anni, e soprattutto essendo campano".

Quello che è certo è che la sua vita è cambiata, ora è fatta di viaggi continui e città nuove ogni giorno, lontano da quella Salerno che gli ha permesso di compiere i primi passi: "In periferia avevo più tempo per scrivere. Io per avere l'ispirazione devo tornare a casa dieci giorni, scrivo l'album e vado di nuovo su a registrarlo, però la periferia l'ho lasciata dentro".

Ma Rocco è consapevole di quello che è il mondo dello spettacolo e non si fa illusioni; bisogna lavorare duro perché "arrivare in cima è pure fattibile ma è a scendere giù che ci metti un attimo".

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