Oltre dieci milioni di visualizzazioni in meno di una settimana per "Rinascerò, rinascerai" la canzone che Roby Facchinetti e Stefano D'Orazio hanno dedicato a Bergamo. Un brano scritto in pieno coronavirus, sull'onda emotiva nata dalle immagini delle salme trasportate dai mezzi dell'esercito. Immagini che hanno fatto il giro del mondoe hanno portato l'ex Pooh ha scrivere una canzone affidando le parole a D'Orazio: i proventi del brano sono completamente devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Abbiamo richiamato Roby Facchinetti qualche giorno dopo il suo racconto sullo sconforto per il disastro per farci raccontare come sono stati questi giorni in cui la canzone è cresciuta a livello di ascolti e cosa è successo anche a livello internazionale e il musicista ha svelato di avere un sogno, che a cantare una versione inglese della canzone possa essere Lady Gaga.

Sono successe tante cose belle in questa settimana, giusto?

Sì, inaspettate, cose che hanno dell'incredibile, perché non avrei mai potuto immaginare un tale riscontro in tutto il mondo. Un successo improvviso, forse arrivato perché la canzone è nata in un momento in cui avevamo bisogno di questo, di crederci, avevamo bisogno di un inno alla vita che avesse questa forza e dato che il brano è nato nel modo più spontaneo e inconsapevolmente sta arrivando nel cuore nel modo più bello.

Ho letto che la risposta è arrivata da varie parti del mondo…

Sì, se vai a leggere i messaggi su Youtube sono una cosa incredibile, scrivono dalla Corea, dall'Argentina, dall'Australia, dai Paesi dell'Est, è diventato un po' il brano che in questi momenti tutti vorrebbero ascoltare. È veramente un miracolo che né io né Stefano pensavamo avvenisse. Certo, abbiamo sentito il bisogno, inconsapevolmente, di scrivere questo brano dedicato alla mia città, ma adesso sta arrivando in ogni parte del mondo. L'altro giorno ho fatto un'intervista con giornalisti greci che mi hanno chiesto un po' la genesi di questa canzone, per farti capire cosa sta succedendo.

La canzone è partita, ha avuto tanto successo, ma ora cosa succede?

Guarda, ho un sogno ovviamente. È difficile, ma nella vita ho imparato a sognare, d'altronde questa operazione era un sogno, abbiamo fatto tutti miracoli per mettere insieme tutti coloro che ci hanno lavorato, l'arrangiatore, chi ha fatto il missaggio, chi ha realizzato quel video, trovare i medici che nonostante l'impegno hanno trovato il tempo per farsi questa foto e impegnarsi per questa opera di solidarietà. Sembrava un'impresa impossibile e invece è diventato possibile. Il mio sogno è che possa esserci un artista internazionale che lo canzi in inglese.

Chi potrebbe essere, hai già un'idea?

Voglio sparare in alto e ti dico Lady Gaga, che è anche italo americana. Lei sarebbe sarebbe perfetta. È un sogno, ma non si sa mai, sognare non costa niente, però tu pensa come lei farebbe questo brano pianoforte e voce.

Non hai provato a raggiungerla tramite l'etichetta?

Beh, ci stiamo attivando, ma il grande problema è che sono tutti chiusi in casa. Forse se fosse capitato in un altro momento sarebbe successo di più, ma credimi, va bene così. Nella vita, se una cosa deve accadere, sono convinto che accadrà, anche al di là della nostra volontà. Questo rimarrà un inno alla vita e un inno alla vita rimarrà per sempre. Già per il fatto che siamo vivi, che ci siamo, al di là di questo momento tragico, quando usciremmo dal tunnel l'inno alla vita dovremmo cantarlo ogni giorno.

L'atra volta mi raccontasti molto il dolore che ti aveva colpito e aveva colpito la città. Come la senti adesso?

La situazione è sempre surreale, è una città irriconoscibile. Ho letto una cosa bella e significativa che riguarda la nostra città ovvero che è una città in ginocchio, ma forse lo è perché in ginocchio si prega meglio. Questa è l'immagine della mia città.