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Un doppio album, una lunga tournée ed una corposa biografia letteraria. Roberto Vecchioni festeggia 40 anni di poesie in musica concedendosi senza riserve ai propri ammiratori. Ieri il cantautore milanese – di origini partenopee – ha incontrato i fan napoletani nella sala eventi del megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri per la presentazione del libro di Ernesto Capasso  “Roberto Vecchioni – Miti e parole di un lanciatore di coltelli” (ed. Arcana), un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i testi della sua ricchissima produzione musicale, da “Luci a San Siro” a “Sogna ragazzo sogna”, da “El bandolero stanco” a “Chiamami ancora amore”, brani contenuti nella prima antologia ufficiale dell’artista – il doppio cd “I colori de buio” – pubblicata sei mesi fa.

Musica, politica e vita privata sono i temi affrontati durante l’incontro che ha preceduto l’attesissima tappa (sold out) de “I colori del buio tour” al teatro San Carlo. “In tanti – ha dichiarato Vecchioni, rivolgendosi soprattutto ai giovani in platea – parlano di amore, di fede e di speranza: scrittori, poeti, politici, cantanti. Ma attenti al farneticare inutile. La speranza non è solo una costruzione sentimentale, è fatta anche di logica e di razionalità. Non vuol dire ‘Mi fermo e aspetto che qualcosa cambi’. Non possiamo lasciare le nostre speranze nelle mani degli altri, non dobbiamo arrenderci alla mediocrità. La vita è un continuo rimettersi in gioco”.