(Photo by Kevin Winter/Getty Images)
in foto: (Photo by Kevin Winter/Getty Images)

Alcune delle proposte del settore musicale e dello Spettacolo in generale sono state approvate dal Decreto Rilancio. Dopo l'approvazione del Cdm, il provvedimento per il rilancio dell’economia italiana è stato presentato in un discorso al Paese dal Presidente del Governo Giuseppe Conte che ha spiegato come sia stato approvato questo "scostamento di bilancio da 55 miliardi di euro da investire in misure riguardanti il lavoro, le imprese e le famiglie". Una misura importante e attesa anche dal settore Spettacoli che qualche settimana fa aveva fatto dieci proposte al Governo per rilanciare un settore in crisi. Con l'impossibilità di assembramento, il settore dei grandi eventi e dello Spettacolo in generale era stato tra i primi a essere colpiti e sarà probabilmente tra gli ultimi a tornare alle condizioni pre pandemia.

Fondo perduto per piccole imprese

Una serie di sigle aveva quindi chiesto alle Istituzioni di aiutarli a far sì che si potesse in qualche modo rilanciare quella economia. E alcune delle richieste sono state approvate, come ha spiegato anche il Ceo della FIMI Enzo Mazza che si dice soddisfatto di un Decreto che ha accolto alcune di quelle proposte e che qualcosa può ancora essere fatto: "Tra le dieci richieste del settore musicale oggi possiamo dire che diverse misure sono state accolte anche se restano ancora spazi di intervento in sede parlamentare" ha spiegato Mazza. Un intervento apprezzato è quello a fondo perduto per le piccole imprese fino a a 5 milioni che potrà essere usato dalle piccole e medie etichette discografiche, e che prevede "indennizzo è del 20 % fino a 400 mila euro di fatturato e del 15 % per quelli fra 400 mila e il milione, 10 % sopra", così come è utile la cancellazione dell'IRAP anche a imprese oltre i 250 milioni di fatturato.

Rimborso biglietti: "estensione dei voucher"

Misure ulteriori sono state adottate anche per quanto riguarda i voucher per i biglietti dei concerti che passano da 12 a 18 mesi: "Il comma 11 estende a 18 mesi la validità dei voucher previsti per 12 mesi dall’articolo 88 del decreto-legge n. 18 del 2020 e specifica che l’emissione dei voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario", mentre il comma 10 si legge che "Al di fine di sostenere la ripresa delle attività culturali, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo realizza una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e di spettacoli, anche mediante la partecipazione dell’Istituto nazionale di promozione di cui all’articolo 1, comma 826, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che può coinvolgere altri soggetti pubblici e privati", dando il la anche alla proposta del  Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che aveva parlato di una Netflix della Cultura.

Misure da applicare la più presto

Sono arrivati anche aiuti per i lavoratori esclusi dal primo Decreto Italia, anche se il settore discografico ed editoriale resta ancora escluso dall'estensione del FUS, il Fondo Unico dello Spettacolo, ma anche lì pare che la partita sia ancora tutta da giocare: "Tutti i provvedimenti adottati devono essere applicati con estrema urgenza perché le difficoltà del settore sono davanti agli occhi di tutti e non c’è più tempo” ha concluso Enzo Mazza.