La questione voucher e rimborsi per Paul McCartney arriva in Tribunale con vari protagonisti. Tra questi ci sono il Codacons, che da settimane porta avanti, con altre associazioni di categoria, una battaglia contro D'Alessandro e Galli, organizzatori dei concerti che l'ex Beatles avrebbe dovuto tenere a Napoli e Lucca e poi c'è un'altra class action annunciata dalle avvocate Francesca Menconi e Cristina Adducci. Come ormai noto, infatti, a causa della pandemia di Covid-19 il settore degli eventi live è quello che per primo ha chiuso i battenti, con tantissimi concerti che sono stati cancellati o rinviati, in attesa di capire quale sarebbe stata la situazione estiva. Uno di questi è stato quello di Paul McCartney, che è diventato simbolo di una battaglia contro i voucher. Stando ai vari Decreti emergenziali approvati dal Governo, infatti, chi ha acquistato i biglietti di un concerto cancellato a causa del coronavirus non avrà indietro i suoi soldi, ma un voucher, appunto, un buono del valore del biglietto da spendere per i prossimi 18 mesi per concerti organizzati dallo stesso promoter.

Perché non si rimborsa il biglietto per McCartney

Insomma, se avete speso centinaia di euro per il concerto di Paul McCartney non li riavrete indietro, ma sarete obbligati a spenderli per altri concerti (anche cumulandoli) per 18 mesi dall'approvazione dell'ultimo Decreto. Un modo, nelle intenzioni del legislatore di tutelare anche le agenzie di promozione, ma che crea un danno al cliente. In un periodo difficile come quello passato in tanti avrebbero preferito poter usare quei soldi spesi in un altro periodo per altre cose, o semplicemente chi ha speso centinaia di euro per vedere Paul McCartney non ha interesse a spenderli per vedere altri artisti. A Fanpage.it il promoter Mimmo D'Alessandro spiegò che alla fine i soldi restavano nelle mani del cliente in forma di buono, ma neanche il cantante inglese è dell'idea della giustizia di questa opzione. Il 10 giugno scorso, giorno in cui avrebbe dovuto esibirsi in Piazza del Plebiscito, a Napoli, infatti, Paul McCartney ha pubblicato una nota durissima nei confronti di Governo, Assomusica e organizzatori: "È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi.

Il Codacons contro D'Alessandro e Galli

Il Codacons ha annunciato una causa, citando in giudizio, tramite gli avv.ti Giuseppe Ursini e Domenico Terracino, la Di and G. srl: "L’associazione – che rappresenta in Italia tutti gli spettatori beffati dalla truffa legalizzata del voucher come unica forma di rimborso di eventi annullati – ha deciso di ricorrere al Tribunale di Napoli intentando la prima causa per conto di centinaia di utenti che hanno speso soldi per il concerto, ritenuto dagli appassionati di musica un evento unico e irripetibile, e che si ritrovano ora obbligati ad utilizzare voucher sostitutivi da usare per spettacoli verso cui non nutrono alcun interesse" si legge nella nota stampa che cita, tra l'altro, "l’art. 1463 c.c. – che prevede come, nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non possa chiedere la controprestazione, e debba restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito (…) Aderendo ai suddetti principi è evidente che l’acquirente, in caso di richiesta di rimborso per spettacoli annullati, ha pieno diritto a ricevere l’equivalente della prestazione corrisposta per l’evento soppresso, e a nulla valgono le disposizioni del Decreto Cura Italia sugli spettacoli cancellati, che cadranno inevitabilmente in Tribunale, essendo contrarie ai principi sanciti dalla Cassazione" conclude il Codacons.

Class action per ottenere il rimborso

Un'altra azione legale, invece, parte da Lucca e sarà portata avanti dalle avvocate Francesca Menconi e Cristina Adducci ed è sempre contro la D’Alessandro e Galli sas: "La nostra azione collettiva è instaurata nell’interesse di quanti hanno acquistato un tagliando per uno dei due eventi in programma (Napoli, 10 giugno 2020 – Lucca Summer Fest, 13 giugno 2020) e, a seguito dell’annullamento dei concerti per il covid-19, si sono visti proporre come unica soluzione di rimborso quella dei voucher. Intendiamo tutelare gli interessi di ciascun aderente affinché possa essergli corrisposto il rimborso in termini economici del prezzo versato per ogni singolo tagliando acquistato" e anche in questo caso si cita l’art. 1463.