La situazione giudiziaria di R Kelly si complica. L'artista è stato incriminato da un giudice della contea di Cook su 10 capi di abuso sessuale, fissando per lui un mandato di arresto. A riportare la notizia è il Chicago Sun Times. Inoltre, stando alle notizie riportare da un altro giornale americano come TMZ, più di una dozzina di presunte vittime del musicista di Chicago hanno testimoniato davanti al gran giurì. Emerge come i pubblici ministeri siano in possesso di un video che mostra il cantante mentre violenta una ragazza minorenne.

Per l'artista statunitense tutto è precipitato nelle scorse settimane, con l'accrescersi di quello che ha assunto nei mesi la forma di un vero e proprio scandalo, che ha portato case discografiche e diversi artisti che negli anni hanno collaborato con R Kelly a pentirsi e chiedere scusa.

Sony e Universal scaricano R Kelly

A smarcarsi dal rapporto lavorativo con R Kelly è stata prima di tutto la Sony, che lo ha scaricato, mettendo fine ad un rapporto che proseguiva sin dal 1990, quando la Jive, piccola etichetta con cui Kelly aveva mosso i primi passi, era stata acquisita dalla major. Tutto il catalogo dell'artista è rimasto a disposizione della Sony e al momento è disponibile sulle piattaforme streaming. Mesi prima anche la Universal Music Publishing Group, che deteneva i diritti autoriali del cantante, aveva deciso di prendere le distanze da R Kelly.

Anche Lady Gaga ha preso le distanze

Ad accodarsi anche Lady Gaga, che a gennaio aveva detto "non lavorerò mai più con R Kelly", prendendo le distanze da colui con cui, in passato, ha collaborato. All'annuncio ha fatto seguire anche la decisione di togliere dai siti di streaming "Do What U Want", la canzone contenuta in "ARTPOP" che vedeva la collaborazione di Kelly e che, ha promesso, non canterà mai più. Lady Gaga avevaa pubblicato un post sul suo Twitter in cui dice di stare al 1000% al fianco delle donne che hanno testimoniato le violenze:

"Sono con queste donne al 1000%, le credo, so che stanno soffrendo e sono impaurite e so molto bene quanto le loro voci debbano essere ascoltate e prese seriamente. Quello che ho sentito riguardo le accuse a R Kelly è assolutamente orribile e indifendibile. Come vittima di violenza sessuale realizzai sia la canzone che il video in un momento buio della mia vita, la mia intenzione era creare qualcosa di ribelle e provocatorio perché ero arrabbiata e non avevo ancora fatto i conti con il trauma che mi era capitato".