Cardi B. Troppo facile fare il nome del maggior fenomeno rap al mondo del 2018, eppure è complesso non pensare all'americana quando si guarda al panorama del rap al femminile in Italia che in questi ultimi mesi attende un po' di uscite interessanti. Non che prima non esistesse il genere, anzi, solo che con questa ondata di trap maschile e machista a volte si perde d'occhio quello che succede dall'altra parte della barricata e in effetti a volerla analizzare al volo non si discosta da quello che è l'andazzo generale delle classifiche generali di questi anni, con poche donne a rompere il predominio maschile. Nel rap, poi, la situazione si fa ancora più complessa: in un mondo in cui il feat. è una delle caratteristiche più importanti, provate a contare quanti sono quelli fatti dai maggiori artisti italiani con una collega donna. Potete anche evitare di perdere tempo, fareste troppa fatica a trovare qualcosa. Eppure qualcosa si sta muovendo, forse anche guardando – in ritardo – a quello che Cardi B sta combinando negli Usa.

Le donne e il rap in Italia

Qualche mese fa Paola Zukar, una che non rappa ma è senza dubbio una delle personalità in Italia se si parla di rap, spiegava questa mancanza di donne del rap in questo modo: "Il rap è un genere musicale che ha due caratteristiche fondamentali: la competizione e l'aggressività e non sono due caratteristiche che ti vengono subito in mente per una donna. Se ci fai caso, infatti, Nicky Minaj e Cardi B, che sono molto esplicite e aggressive, sono una minoranza. Di solito le donne scelgono la forma canzone: prendi ‘Lemonade', il disco di Beyoncé, per me è sociale e politico come ‘DAMN.' di Kendrick Lamar, ma è cantato, quindi a volte le donne si trovano più a loro agio con una forma apparentemente è più morbida pur dicendo cose forti e determinate come quelle dei ragazzi". E infatti, quelle poche rapper che si stanno mettendo in luce a furia di visualizzazioni su Youtube e streaming, sono spesso caratterizzate da una rabbia che a volte fa da contraltare a quella ‘maschile' se proprio vogliamo giocare sul dualismo di genere.

La scena rap al femminile italiana

Loro lo fanno e talvolta si riproduce in maniera speculare, ad esempio, l'ego trip tipico di un certo rap. Non sempre vicine al consciuos di Loop Loona, che cita Corrado Alvaro e in "Dalle mie parti" rappava: "Dalle mie parti muori per un colpo di testa, sbagli a parlare e ti ritrovi con un colpo alla testa. Per questo sputo sulle vostre cazzate da gangsta, siete sono uomini duri ma di cartapesta" o da quello vicino ai diritti LGBTQ di McNill (occhio anche a Marti Stone, che ha usato un crowdfunding per il nuovo album, Whazzy, rapper del giro Honiro, Doll Kill, che in "Metempsicosi" rappa sulla base di Sick Luke, e Comagatta), oggi la droga e il sesso fanno parte anche del loro scenario. E qua ci vorrebbe un capitolo a parte perché in Italia sentire una donna che parla di sesso nella musica non è semplice: ultimamente, in altri campi, le canzoni si contano sulla punta delle dita, ma c'è chi ci ha cominciato una carriera, come Maria Antonietta, col suo bell'album d'esordio ma ne va dato atto anche a Emma che lo ha fatto nel suo ultimo album.

Priestess, la prima come EVA

Oggi però, a guardare la scena sono tre i nomi che da qualche mese si sentono a volume sempre più alto: Priestess, Chadia Rodriguez e Beba. Mescolando hip hop e urban Priestess è senza dubbio una delle next big thing della musica italiana, come ci disse anche Gemitaiz che assieme a Madman l'ha messa sotto contratto con la Tanta Roba e che lo scorso anno ci spiegava: "Il genere è sicuramente un'anomalia, perché qua non è che ci sia una rappresentanza del mondo femminile nel rap, evidentemente non se l'accollano, non è un genere facile, e ti mette in competizione prevalentemente con maschi e con tanta gente che c'è già da tanto tempo: Priestess però ci sta provando e questa è una delle cose che la differenzia". E, complimenti a parte, Priestess è senza dubbio una delle novità più interessanti del rap italiano del 2018 come dimostra anche il suo ultimo singolo "EVA" (che ha presentato alla stampa inviando un pacco con un paio di mele all'interno): "Sono la prima come Eva, quando nessuno ci credeva" rappa nel ritornello, a mettere in chiaro le posizioni tra coloro che sono riuscite a farsi seriamente spazio nel genere. Di Priestess, dopo i buoni risultati dell'Ep "Torno domani" che conteneva i singoli "Maria Antonietta", "Amica Pusher" e "Cleopatra" (ma anche alle collaborazioni con Madman in "Extraterrestre" e Gemitaiz in "Alaska") si aspetta il primo lavoro sulla lunga distanza, di prossima pubblicazione.

Chadia Rodriguez, la nuova rapper Sony con Sister

Più trap e meno urban è, invece, Chadia Rodriguez, anche lei tra le nuove leve che si stanno facendo largo a botta di barre e visualizzazioni. Di origini metà spagnole e metà marocchine Chadia, classe '98, spinge più sul lato egotrip come dimostra anche "Sister (pastiglie)", il suo ultimo singolo prodotto da Big Fish che l'ha scoperta assieme a Jake La Furia, e che l'hanno accompagnata, dopo il suo esordio (assoluto) "Dale", direttamente in Sony "che pubblicherà i singoli successivi", come puntualmente avvenuto con "Fumo bianco" e "Bitch 2.0" che le hanno permesso di essere la prima rapper donna sulla copertina di una playlist rap di Spotify Italia. Questo nuovo singolo è, come spiega lei stessa, ispirata a uno dei successi degli anni '90, ovvero "Pastiglie" dei Prozac+. Forse è lei quella più vicina a Cardi B, anche a livello di tematiche e per il modo in cui parla esplicitamente di sesso e droga: "Nata per fare successo, fuori dall'ombra, nata per fare del sesso dopo una bomba" o "Viviamo così, tutte fatte di THC, quanto tempo passi a guardarmi su Instagram, così tante chiappe che perdi la vista fra" (ma in "Fumo bianco" canta anche: "Bagniamo con la saliva tutte le cartine, scopami forte fino alla fine, fumami addosso, stimolami le endorfine. Dentro una vasca con le bollicine è una tomba da regina, l'ultimo orgasmo sarà quasi come morire") canta la Rodriguez che in passato ha anche fatto la modella di nudo e che a un certo punto ha scelto di cancellare alcuni degli scatti più osé sulla sua bacheca: "Perché devi venire a giudicarmi solamente perché prima di iniziare a fare musica magari facevo la fotomodella di nudo? Nella mia vita, in quello che faccio, ci metto il cuore. Quindi se tu vieni a darmi della troia non mi tocca, mi fa ridere, sei banale" ha detto in un'intervista a Chiamarsi MC. E, insomma, la battaglia per scardinare questa idea è ancora lunga da combattere.

Beba, autrice di 3ND

La Rodriguez è stata anche protagonista e vittima di un dissing da parte della rapper torinese Beba, autrice qualche mese fa del singolo "3ND", terzo singolo realizzato con la producer The Essence (con cui, in seguito, avrebbe realizzato "Chica"). La torinese è un altro nome di quelli da tenere bene d'occhio, che pur giocando con alcuni degli stilemi del genere (l'idea di amicizia/gang), cerca una nota personale e in "3ND" inverte il cliché: "Stai lontano, dammi retta, che se racconto di come sei a letto faccio come te: finisco in fretta (…) Lui ha scritto a lei, a lei, a lei, a lei, a lei, a lei, a lei e poi a me, pensa pure che non lo sappiamo, se ridiamo, ridiamo di te".