20 Luglio 2017
11:59

Gemitaiz: “Vedere poche donne nel rap è un’anomalia, ma venite a sentire Priestess”

Gemitaiz sarà il protagonista, assieme a MadMan e Priestess della Tanta Roba Label Night, che si terrà il 21 luglio a Roma.
A cura di Francesco Raiola

“Sono 12 anni che mi sacrifico, spacco dal vivo, fra’ dammi l’anticipo” canta Gemitaiz in “Nonostante tutto” e in effetti il rapper romano è famoso anche per i suoi concerti. Il 21 luglio, all'ex Dogana di Roma, nell'ambito del Viteculture festival, si terrà la Tanta Roba Label Night, serata organizzata dall’etichetta leader del mercato hip hop italiano che presenterà il trittico di artisti del roster. Ci saranno, infatti, due dei rapper più influenti di questi ultimi anni: Gemitaiz, ovviamente, e MadMan che sia singolarmente che in coppia hanno dato vita ad alcuni degli album più interessanti di questi ultimi anni e con loro ci sarà una delle promesse del rap italiano, ovvero Priestess giovanissima cantante che in questi ultimi mesi sta facendo parlare molto di sé, non solo per essere salita sul palco del Miami per il set di LIBERATO, misterioso cantante napoletano, ma anche per i tre singoli pubblicati fino ad ora (“Torno domani”, "Maria Antonietta" e “Amica pusher”), che hanno fatto accendere i riflettori su di lei: "È brava, piccola e ha una grande voce. Io consiglio a chi sta venendo a sentire noi di arrivare verso le 21 di venire ad ascoltare anche lei che si fa una ventina di minuti di show, perché merita" ci ha detto Gemitaiz, nome d'arte di Davide De Luca, che nel 2016 ha pubblicato il terzo album (secondo da solista) "Nonostante tutto". Proprio a lui, che a Roma è cresciuto, abbiamo fatto qualche domanda su quello che succederà.

Ciao Davide, partiamo dal live, che cosa avete preparato?

Questo sarà un concerto un po' particolare rispetto rispetto agli altri miei e di MadMan, sia perché prevede dei remix e degli inediti che suoneremo dal vivo per la prima volta, quindi cose mai sentite, sia perché ci sarà Alessandra Priestess che aprirà la serata: lei è la nova ragazza che abbiamo preso in etichetta Tanta Roba e che, per quanto mi riguarda, spacca veramente tanto, è brava, piccola e ha una grande voce. Io consiglio a chi verrà a sentire me e Madman di arrivare verso le 21 per ascoltare anche lei che si fa una ventina di minuti di show, perché merita veramente.

Ormai sei un veterano, ci hai fatto l'abitudine al palco o no? Come lo vivi?

Quando andiamo a fare i concerti è l'unico momento in cui, realmente, mi libero di qualsiasi tipo di pensiero o paranoia, perché sono completamente assorbito dalla cosa. Ovviamente a parte la speranza che ci sia molta gente perché, possono anche non dirtelo, ma in paranoia ci siamo tutti, cerco di dare il massimo e godermi tutto.

La Tanta Roba è uno dei protagonisti che ha permesso al rap di tornare sulla cresta dell’onda. Quel è la sua importanza nel panorama musicale odierno?

Non saprei dirti se c'è un'importanza vera e propria o se è una questione di gusti o soltanto di come viene percepita la cosa. Io, di base, cerco sempre di trasmettere la massima passione per questa musica e cerco, in qualche modo, tra virgolette, di educare chi mi ascolta a quello che secondo me è un buon prodotto musicale o un concerto, anche perché mi sembra che i ragazzini di oggi siano un po' nel baratro, quindi vanno un po' "direzionati".

Ok, ma c'è un problema di come arrivare alla gente? Oggi si parla molto di trap, al punto che penso ti sia anche scocciato di sentire la parola nelle interviste. Però negli ultimi anni ci sono stati album rap importanti, penso al tuo, ma anche a "Hellvisback" di Salmo, quelli di Coez, Gué, per dire, che hanno ottenuti risultati importanti senza mezzo passaggio in radio. È un problema che vi ponete o chissenefrega?

Fin da quando abbiamo cominciato, era il 2006, abbiamo fatto tanta musica, personalmente ho fatto una dozzina di lavori in free download, oltre ai dischi e a tutte le cose, quindi diciamo che il pubblico te lo prendi sia con l'insistenza, che con lo starci, nel senso che non puoi sparire tre anni per fare un disco, ci devi stare e devi fare soltanto questo e i risultati sono quelli che sono: il mio consiglio è quello di spingere al massimo sempre.

Voi, in più, fate molta squadra, vale per l'etichetta, ma anche per il genere in sé… Un po' come hai detto di fare con Priestess, no?

Sì, guarda, io all'inizio non la conoscevo, ero scettico, non avevo ascoltato molto, quindi non sapevo e io sotto quel punto di vista sono un cacacazzi e invece lei si è dimostrata pienamente all'altezza e anche di più…

Priestess è considerata una delle next big thing, ma esiste, secondo te, un problema delle donne nel rap?

Per quanto riguarda il genere è sicuramente un'anomalia, perché qua non è che ci sia una rappresentanza del mondo femminile nel rap, evidentemente non se l'accollano, non è un genere facile, e ti mette in competizione prevalentemente con maschi e con tanta gente che c'è già da tanto tempo: Priestess però ci sta provando e questa è una delle cose che la differenzia.

Torniamo alla serata: immagino che Roma per te non sia un live semplice, anche a livello emotivo…

Guarda, io le paranoie le ho sempre, anche perché abbiamo suonato un paio di mesi fa portando 4 mila persone, quindi è normale farsele, anche perché l'estate è piena di concerti e ci sta che uno non si rifà gli stessi. Però a parte quello, per quanto riguarda la risposta del pubblico a Roma è sempre stata ottima.

Senti, a proposito di risultati, in attesa del nuovo album, hai un po' di singoli oro e platino. Fammi capire un po' che succederà a breve.

Guarda, io non smetto mai di lavorare, sono sempre in studio, ora sto facendo cose nuove. Me la sto prendendo un po' con calma, perché, sai, preparare il terzo disco non è facile, anche perché voglio che sia perfetto e mi piaccia di più dell'ultimo, insomma il lavoro nuovo deve essere sempre un passo avanti a quello prima, se no mi sento come se fossi bloccato, come se non mi stessi evolvendo e per me l'evoluzione è una delle prerogative principali che ci sono da rispettare.

E verso quali lidi stai evolvendo, che stai ascoltando?

Beh, l'80% delle giornate lo passo in studio, non andiamo in vacanza, facciamo la musica. Ora sto ascoltando un po' di tutto, sia cose americane di rap che cose completamente fuori da quel mondo lì, da Future, Jay Z e Travis Scott fino ai Beatles, per farti capire.

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