Luca Barbarossa presenta Portami a ballare al Festival di Sanremo 1992, il 42esimo. Una canzone scritta e dedicata alla mamma Annamaria, che sente di aver trascurato a causa di una vita troppo frenetica, che spesso gli ha fatto perdere di vista gli affetti più importanti. Il brano vince il Festival e conquista pubblico e critica, diventando il manifesto dei figli riconoscenti nei confronti dell'amore dei loro genitori. Nella canzone, Barbarossa invita la mamma a raccontargli tutti i segreti della sua gioventù, inclusi i suoi desideri, in un bilancio generale della sua vita. Il testo contiene un invito a ballare ‘uno di quei balli antichi che nessuno sa fare più', per ritrovare un momento di intimità tra i due e mettere da parte tutti i problemi che hanno potuto travolgerli nel corso degli anni.

Portami a ballare portami a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare più
sciogli i tuoi capelli lasciali volare
lasciali girare forte intorno a noi.
Lasciati guardare lasciati guardare
sei così bella che non riesco più a parlare
di fronte a quei tuoi occhi così dolci e così severi
perfino il tempo si è fermato ad aspettare.
Parlami di te di quello che facevi
se era proprio questa la vita che volevi
di come ti vestivi di come ti pettinavi
se avevo un posto già in fondo ai tuoi pensieri.
Dai mamma dai questa sera lasciamo qua
i tuoi problemi e quei discorsi sulle rughe e sull'età,
dai mamma dai questa sera fuggiamo via
e tanto che non stiamo insieme e non è certo colpa tua
ma io ti sento sempre accanto anche quando non ci sono
io ti porto ancora dentro anche adesso che sono un uomo
e vorrei, vorrei saperti più felice
si vorrei, vorrei dirti molte più cose
ma sai, mamma sai questa vita mi fa tremare
e sono sempre i sentimenti i primi a dover pagare,
ciao mamma ciao domani vado via
ma se ti senti troppo sola allora ti porto via.
E vorrei. vorrei saperti più felice e vorrei,
vorrei dirti molte più cose.
Portami a ballare portarmi a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare nessuna sa fare più.