Il sodalizio tra Placido Domingo e i ragazzi del Volo è stato consacrato ieri, quando il tenore acclamatissimo in tutto il mondo ha diretto i tre fenomeni, pure loro oramai forti di una fama internazionale. Sia il genere musicale che il numero dei componenti, non può che richiamare al trio delle meraviglie dei tre tenori, formato da Domingo, Pavarotti e Carreras, che prese forma in una sera di 25 anni fa, durante i Mondiali di Calcio del 1990 in Italia. Ma in realtò. intervistato dal Corriere della Sera, Placido Domingo che pure adora i tre ragazzi, ci ha tenuto a fare dei distinguo, soprattutto determinati da una questione di genere:

Ogni artista viene creato dal pubblico. È il pubblico che sceglie. Loro sono simpatici, hanno belle voci. Ma non sono cantanti d’opera, anche se nel loro repertorio di musical e canzoni hanno aggiunto delle arie. Potevano fare una carriera pop, diversa, invece hanno deciso di ispirarsi a noi tre, avevamo già oltre venticinque anni di carriera ciascuno quando ci siamo esibiti in trio. La nostra esperienza insieme è stata unica. Ma questi tre ragazzi non sono nati in una notte, lavorano già da qualche anno. E l’opera è un mondo importante ma piccolo, tutto ciò che può allargarne i confini ben venga. Andrebbe aumentata l’educazione musicale nelle scuole

Non una bocciatura dunque, ma una precisazione, quella di Placido Domingo, che evidenzia le enormi differenze tra quel trio delle meraviglie e i tre ragazzi, vincitori del Festival di Sanremo nel 2015 e capaci di conquistare un successo partito dall'America e poi estesosi in tutto il mondo. Il Volo ha dedicato tutta la serata ai Tre Tenori, che per anni hanno saputo rendere popolare la lirica tramite la grande personalità dei tre personaggi. Il ricordo di Domingo di quanto ha ascoltato per la prima volta i ragazzi de Il Volo è anche un bel ricordo di Pavarotti:

Li ho scoperti attraverso i miei nipoti. Arrivo a casa, sento “‘O Sole Mio” e dico: ma questi non siamo io e Luciano