A quattro anni dalla sua morte il Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, ha voluto assegnare a Pino Daniele il Premio alla carriera Città di Sanremo, premio che negli anni precedenti era stato assegnato a Milva, Renzo Arbore e Gino Paoli tra gli altri. Nei giorni scorsi c'era stato un piccolo movimento online affinché il Festival di Sanremo ricordasse anche la carriera di un altro napoletano, ovvero quel Peppino Di Capri che il palco di Sanremo lo aveva calcato più volte. La scelta era caduta sul Mascalzone Latino perché, si leggeva nella nota, "ha saputo imporsi come figura di spicco e completa nel panorama della canzone d'autore italiana, mantenendo un legame fortissimo con la tradizione napoletana e guardando sempre con coraggio artistico e curiosità alle musiche del mondo".

Una candidatura forte soprattutto in rete

Un riconoscimento importante che, però, ha lasciato un po' di amaro in bocca proprio a Di Capri, il quale ha espresso un po' di delusione all'Ansa, perché per il collega sarebbe stato meglio un premio alla memoria, spiega: "È una buona scelta, ma ovviamente un po' di delusione c'è, sarebbe stato più corretto un premio alla memoria e magari anche prima di quest'anno". Dopo il tam tam in rete e non solo delle scorse settimane l'autore di Champagne ci aveva messo il pensiero: "Mi ero preparato psicologicamente al premio, ma va bene così" ha detto all'Ansa, ringraziando chi si era speso per lui, compresi Maurizio Costanzo, Renzo Arbore e Carlo Verdone.

Quindici volte in gara

Di Capri ha anche ricordato come lui, a differenza di Pino Daniele, al Festival c'è stato 15 volte in gara, mentre Daniele ci andò solo una volta e da ospite. Il cantante ha anche voluto spiegare che non c'entrano le sue dichiarazioni sui migranti che hanno tanto fatto discutere nelle scorse settimane "Sto con Salvini più che con Baglioni" ma questo, spiega, non c'entra con la musica.