Già sul finire della scorsa settimana Paul McCartney aveva dovuto rinunciare a dei concerti a Tokyo per il suo tour, lo aveva fatto a causa di una sindrome virale non meglio precisata che gli aveva impedito, contro il suo volere, di prendere parte agli eventi. Lo aveva scritto anche ai suoi fan, esprimendo tutto il dispiacere per due concerti che avrebbe fatto di tutto per recuperare.  La cosa sembrava essersi chiusa lì, se non fosse che la sindrome è andata peggiorandosi nel corso di questa settimana, costringendo l'ex Fab Four addirittura al ricovero forzato e alla cancellazione di tutte le esibizione previste in terra nipponica, dove non suonava dal '66, quando si esibì proprio insieme al complesso che lo ha portato alla fama.La BBC riporta che in questo momento il 71enne cantante è in fase di convalescenza e si sta riprendendo. Ha adottato la massima cautela anche a beneficio delle 19 date che lo attendono negli Stati Uniti tra giugno ed agosto, date quelle che non può certo permettersi il lusso di far saltare.

La sfortuna storica di Paul legata al Giappone

Di per sé il Giappone non è mai stato terra fortunata per il baronetto, anche perché nel 1979 Paul McCartney venne arrestato all'aeroporto di Narita per droga, viste le strettissime leggi locali in termini di repressione della diffusione di quelle sostanze: Paul viene trovato con indosso pochi grammi di marijuana e passa ben nove giorni in prigione, condividendo la cella con un assassino ed uno spacciatore. Al termine di quel "soggiorno" venne rilasciato perché ritenuto non colpevole, o meglio ragionevolmente non consapevole delle restrittissime leggi in termini di repressione in Giappone. Si trattava di un periodo nel quale prendeva forma il gruppo dei Wings, complesso che Paul avev creato nel 1972. Fu un evento che di quel gruppo segnò di fatto la fine, visto che successivamente si indirizzò verso un progressivo scioglimento.