Shablo in mezzo a Charlie Charles e Sfera Ebbasta (foto via Facebook)
in foto: Shablo in mezzo a Charlie Charles e Sfera Ebbasta (foto via Facebook)

Dopo Sfera Ebbasta è Shablo, musicista, produttore e manager del trapper di Cinisello Balsamo a parlare dopo i fatti avvenuti alla lanterna Azzurra, la discoteca di Corinaldo dove nella notte tra venerdì e sabato scorso sei persone hanno perso la vita a seguito del panico scatenato dallo spruzzo di uno spray al peperoncino che ha scatenato un vero e proprio fuggi fuggi che ha causato la morte di sei persone, appunto, e il ferimento di decine, soccorse in ospedali con vari gradi di gravità, dal rosso al verde. La vicenda è nota e in queste ore le indagini continuano per dare un volto e un nome a chi ha dato il la alla tragedia: sarebbero 8, al momento, gli indagati. La Magistratura ordinaria procede indagando per concorso in omicidio colposo aggravato mentre il procuratore per i minori ha spiegato che il suo ufficio procede per "omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose".

Le parole di Shablo

"Siamo vicini alle famiglie e ci auguriamo in tutti i modi che sia fatta subito chiarezza su questa tragedia che ha sconvolto l'Italia e noi tutti. È indispensabile che le dinamiche siano chiarite al più presto e accertate le responsabilità" ha dichiarato Shablo all'Ansa, ribadendo dunque il cordoglio per le vittime come aveva fatto Sfera Ebbasta poche ore dopo la tragedia. Arrivano, come naturale che sia, col contagocce le dichiarazioni di Sfera e della sua crew. Il cantante ha pubblicato una nota in cui si diceva addolorato per tutto questo, ringraziava chi si era speso per prestare soccorso tutta la notte, annunciando la cancellazione degli impegni promozionali: "La musica dovrebbe essere uno strumento che unisce le persone, speriamo che lo diventi davvero".

Sfera impegnato in un dj set

Sfera avrebbe dovuto tenere un dj set, come comunicato dal suo management, il secondo della serata dopo quello tenuto a Rimini. Un'ospitata nelìla discoteca anconetana in cui, solitamente gli artisti più che un vero e proprio concerto cantano qualche brano, incontrando i fan per un impegno di una trentina di minuti circa, cosa che gli permette di farne anche più in una serata.