video suggerito
video suggerito

Noel Gallagher a Milano, tutto quello che devi assolutamente conoscere sull’ex Oasis

Noel Gallagher sarà a Milano il 14 marzo 2015 al Fabrique per l’unica data italiana del suo nuovo tour, “Chasing Yesterday” è il suo secondo album da solista, ma non lasciatevi ingannare dal titolo perché “The Chief” non ha nessuna voglia di stare a guardare indietro. Aspettando il suo concerto, ecco alcune curiosità, aneddoti e canzoni che dovreste conoscere su di lui, il “good rebel” britannico.
96 CONDIVISIONI
Immagine

"The world had turned and I'd become a stranger/Got tired of watching all the flowers turn to stone". È tornato Noel Gallagher e forse questo è il passaggio chiave, la frase simbolo per parlarvi di lui, del suo secondo album solista, ancora sotto il nome di "Noel Gallagher's High Flying Birds", ma questa volta con un titolo preciso che è "Chasing Yesterday", uscito il 2 marzo 2015. Ma di guardare al passato The Chief, il fratello buono degli Oasis, non ne ha assolutamente voglia, anzi ha già confermato in un'intervista a Vogue di avere registrato già metà del prossimo disco, eppure in questo suo nuovo lavoro una riflessione a ciò che è stato, pur senza giocare ai rimpianti, c'è eccome.

Un tour mondiale partito ieri dall'Odyssey Arena di Belfast che passerà, prima di far tappa in Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e Canada, per il Fabrique di Milano il prossimo 14 marzo 2015. È l'unica data italiana che ha fatto registrare sold out in meno di mezza giornata. Noel Gallagher e l'Italia, un amore sinceramente ricambiato e coltivato, disco dopo disco, rafforzato anche da quella passione per il calcio e per Mario Balotelli, talento folle ed incompreso, a cui l'artista ha dedicato Aka…What a life!. Aspettando il 14 marzo, ecco alcune curiosità, aneddoti e canzoni che dovreste conoscere sul "good rebel".

"Come spendi i tuoi soldi?"

"Mi infuria il fatto che la gente sia più disposta a sedersi in un bar e spendere 10 sterline per un caffè ed una chiacchiera con altre persone, che dura in tutto 45 minuti, ma si arrabbiano se gli chiedi di spendere 10 sterline per un album che dura una vita intera e te la può cambiare". Parola di Noel Gallagher. E spendiamole 10 sterline di tanto in tanto per comprare dischi al posto dei caffè.

Noel Gallagher odia i video

"Odiavo fare i video con gli Oasis, odio farli adesso". Noel Gallagher lo ha confessato più di una volta, del resto è anche restio a parlarne più di tanto perché dice di sentirsi ridicolo davanti alla telecamera. Eppure nell'ultimo "Ballad of the Mighty I", sembra proprio che ci sappia fare.

The Smiths e i furti con scasso

Se Noel Gallagher è quello che è oggi, lo deve anche ai The Smiths, oltre che ai furti con scasso. Cresciuto in un ambiente difficile con il padre alcolizzato che spesso diventava violento, Noel ha avuto problemi con la polizia da ragazzino. Dopo una serie di furti con scasso, a 13 anni prese la condizionale per aver rubato in un negozio: sei mesi. Fu allora che imparò a suonare la chitarra che gli aveva lasciato suo padre, prima che tutta la famiglia prendesse le distanze da lui, e fu un'esibizione dei The Smiths a Top of the Pops che lo colpì. Morrissey era lì a cantare "This Charming Man", Noel fu rapito dal chitarrista Johnny Marr e fu così che, come nella più classica delle favole, da quel giorno desiderò essere come lui. In "Chasing Yesterday" Marr suona per lui in "Ballad Of The Mighty I": più di un sogno realizzato.

The Dying of the Light, l'ultimo capolavoro

In apertura di post una strofa tratta dal pezzo forse più rappresentativo del secondo disco, "The Dying of the Light": il mondo è cambiato ed io sono diventato uno straniero, stanco di guardare i fiori trasformarsi in pietre. Era il pezzo più atteso perché già presente in rete, una demo rubata durante il soundcheck di un concerto dello scorso tour, una registrazione di fortuna che però è esplosa tra i fan che hanno riconosciuto in quelle liriche, il buon "vecchio" Noel. Si, perché "The Dying of the Light" è proprio quello che ti aspetti da lui, adesso che è arrivato alla soglia dei 50 anni. È un po' come essere fan di Star Wars e ritrovarsi sui giornali l'annuncio della nuova trilogia pronta a partire. In questo senso, "The Dying of the Light" può essere considerato un sequel ideale di una dei capisaldi della produzione "noeliana", "Champagne Supernova", psichedelica ed epica, miscela di eternità ed onnipotenza. Oggi Noel non è quello che nel 1994 nel pezzo scrisse "Where were you while we were getting high?", ma è molto più concreto, quasi disilluso. È un momento importante, fotografato alla perfezione. Per questo "The Dying of the Light" è un capolavoro. Ascoltiamola su Spotify.

Un disco alla Breaking Bad

Alla domanda: "Come pensi sia il sound del tuo nuovo disco paragonato ad uno degli Oasis?", Noel ha risposto così: "Se vuoi paragonare la mia carriera ai film, gli Oasis sono tra "The Wolf of Wall Street" e "Salvate il soldato Ryan". Il mio primo album solita è "Titanic", una storia d'amore, e questa parte della mia carriera è una serie tv davvero molto figa, tipo "Breaking Bad". Tipo che lui è Jesse Pinkman e Walter White nella stessa persona per un disco puro. Al 99%.

Revolution Song

Un fan di Noel Gallagher sa bene cosa significhi trovare "Revolution Song" in un suo disco, prodotta finalmente in una forma definitiva (è presente nel secondo disco dell'edizione deluxe di "Chasing Yesterday). È una canzone che tutti conoscono per una versione demo trapelata nel 2000, nota inizialmente con il titolo di "Solve my mystery". Era un pezzo che andava bene già così e che tutti avevano idealizzato esattamente in quel modo. Era difficile metterci le mani, Noel ha saputo trovare la giusta strada esattamente quindici anni dopo. Confesserà: "So che i fan la ritengono tra le loro preferite, per me è come qualcosa che è sbucato dal passato". Non è poi così sbagliato il titolo di questo disco, allora: "Chasing Yesterday", Noel.

96 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views