Ennesimo lutto nel mondo del jazz. All'età di 84 anni è morto Giuseppi Logan, sassofonista, clarinettista e flautista americano, stimato musicista di free jazz, deceduto venerdì al Lawrence Nursing Care Center di Far Rockaway, Queens. Anche lui, come moltissimi musicisti in questi giorni, ci ha lasciato a causa del coronavirus, come ha svelato il trombettista e clarinettista Matt Lavelle, amico e partner musicale di Logan negli ultimi dodici anni.

La carriera di Giuseppi Logan

Musicista originario di Filadelfia, Logan si stabilì a New York nel 1964 e partecipò a The October Revolution in Jazz, al fianco di artisti come il trombettista Bill Dixon e il pianista Cecil Taylor. Poco dopo registrò per l'etichetta ESP l'album "The Giuseppi Logan Quartet", con il pianista Don Pullen, il bassista Eddie Gomez e il batterista Milford Graves. Logan sapeva suonare il sax alto e tenore, il clarinetto basso, flauto, pianoforte e oboe Pakistano. Seguì un altro disco nel 1965, "More", registrato dal vivo al The Town Hall il 1 maggio di quell'anno.

Il ritiro e il ritorno sulle scene

Poi, la sparizione delle scene, pare a causa di un disagio mentale e problemi di droghe. Logan restò fuori dal mondo discografico e musicale per ben 40 anni. Sino al ritorno nel 2009, con un disco con l'etichetta Tompkins Square Records. Lo stesso anno apparve nel film documentario "Water in the Boat" di David Gutierrez Camps, accompagnato da tutte le sue musiche più importanti. Più recentemente, Logan suonava per strada, nei parchi di New York.