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Morgan contro Amadeus: “Cinque edizioni di Sanremo con lui sono una dittatura”

Morgan si scaglia contro Amadeus e il suo Festival, definendo un regime i cinque Festival del conduttore.
A cura di Redazione Music
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Morgan si scaglia contro Amadeus e il suo Sanremo parlando addirittura di regime. Il cantautore, in procinto di tornare in tv ad aprile con StraMorgan e che nei giorni scorsi era stato attaccato da Bugo che gli chiedeva di non parlare più di lui, si è scagliato contro il direttore artistico degli ultimi anni del Festival nella sua ormai famigerata chat "Mistero della Cultura", nata dalla scissione da Rinascimento/Dissoluzione. Quello di Morgan è uno dei nomi che circola per il prossimo Festival, nonostante Amadeus abbia un altro anno di contratto e abbia già cominciato a lavorare per l'edizione 2024. Di Morgan qualcuno parla come di co-presentatore anche se dopo queste dichiarazioni non sarà facile vedere i due uno a fianco all'altro, proprio lui che è stato protagonista di uno dei momenti più iconici dei Festival di Amadeus, ovvero l'abbandono in diretta del palco da parte di Bugo.

Morgan ha voluto specificare, postando un articolo che parlava della sua possibile partecipazione (non in gara) al prossimo Sanremo: "Se si parla di me io non sono un cantante ma un polistrumentista e un compositore un arrangiatore un divulgatore e un ricercatore, un talent scout nel Guinness dei primati per aver fatto vincere i miei concorrenti come nessun altro al mondo, oltre ad essere autore produttore dell'album considerato il miglior disco italiano del millennio. Ho fatto per vent'anni musica in televisione come divulgatore a fianco di Ranieri Celentano, Renato Zero, Vecchioni, Battiato, ma che cazzo vuole competere con me uno che non sa manco cosa è un do maggiore?".

Negli ultimi tempi non sono poche le posizioni che Morgan ha preso vicine alla destra italiana, nonostante la sua voglia di definirsi oltre le parti. In un'intervista a Fanpage, per esempio disse: "Non sono fascista. Neanche comunista. Se proprio devo scegliere, l’anarchismo mi rappresenta al meglio". Eppure negli ultimi tempi sono state non poche le sue dichiarazioni pro Meloni e non c'è dubbio che da destra guardano a Morgan come un possibile alleato, anche per questo si vocifera della possibilità di vederlo all'Ariston: "Ma menomale che nel centro destra qualcuno fa una mossa in direzione della cultura e non del trash. Cinque edizioni di Amadeus… altro che spintarelle, qui siamo alla dittatura, al regime" ha detto il cantautore.

Morgan non ha chiuso le porte a una coabitazione, ma ha messo subito dei paletti: "E io accetterei solo a patto che non metta becco in questioni artistiche e si limiti a presentare se ci tiene così tanto ad apparire con questa ossessività". C'è da ricordare anche che i Festival di Amadeus sono stati tra quelli più seguiti di questi ultimi anni e va dato atto al conduttore di aver definitivamente aperto l'Ariston anche a sonorità che prima avevano difficoltà a salirci. Un'apertura che ha portato a risultati spesso inaspettati (in positivo) e a un mood positivo anche all'interno del mondo discografico e artistico: sono sempre di più gli artisti che hanno capito che Sanremo è diventata di nuovo la vetrina più importante della musica italiana (basti pensare al risalto che molti artisti hanno avuto negli anni, a cui si aggiunge il fenomeno Maneskin). E questo mood ha colpito anche il pubblico, svecchiandone il target e mantenendo e incrementandolo in termini numerici, a confermare che un non rinnovo di Amadeus sarebbe a rischio autogol.

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