Michele Bravi (LaPresse)
in foto: Michele Bravi (LaPresse)

C'è una sensibilità che chi ha avuto la fortuna di incontrare o conoscere Michele Bravi sa essere una delle sue caratteristiche peculiari e per questo motivo non meraviglia che una delle prime cose che dice nell'intervista al Corriere della Sera in cui ritorna a parlare dopo l'incidente mortale di cui è stato, suo malgrado, protagonista è di non voler fare la vittima, motivo per cui ha scelto il silenzio in questi lunghi mesi difficili, interrotti, solo, qualche settimana fa, da un post su Instagram in cui a uno sfondo bianco accompagnava poche semplici parole: "Ciao. Sto cercando di costruire piano piano la realtà. Vi voglio bene".

L'importanza del silenzio

"Il rispetto per questa tragedia mi ha portato al silenzio. Tornare a parlare è strano: questa non è solo la mia storia" spiega al Corriere della Sera in questa intervista in cui per la prima volta raconta le sue sensazioni e le sue emozioni, quelle di un ragazzo che era spaventato dal silenzio e che lo combatteva proprio scrivendo canzoni. Poi il silenzio è diventato un rifugio, soprattutto da quel momento in cui gli è cambiata la vita: Michele Bravi, infatti, poco dopo l'uscita dalle prove di alcuni concerti che avrebbe tenuto da lì a poco è stato coinvolto in un incidente in cui ha perso la vita una donna di 58 anni. Proprio pochi giorni fa, inoltre, si è chiusa l'indagine per incidente stradale a cui sono seguite le parole del suo avvocato che a cercato di fare chiarezza rispetto a un incidente di cui sono state scritte cose non vere, vere e proprie fake news, come le ha definite in un'intervista.

Una nuova realtà per Michele Bravi

Michele Bravi ha tentato di spiegare come sia cambiato tutto: "Quasi non ricordo più come era prima. È un altro mondo, un altro sistema di affrontare quello che succede" spiega, sottolineando come abbia avuto tantissime persone al suo fianco, tanti "porti sicuri": "Ero in un posto che non so descrivere e che spero di non rivedere più. Queste persone mi hanno alzato dal letto, mi hanno portato da mangiare, fatto uscire di casa. Sono tornato un bambino e loro mi hanno rieducato a vivere". Non vuole parlare dei suoi eventuali rapporti con la famiglia della donna ("Una tragedia non può essere affrontata nei contesti sbagliati"), ma spiega le difficoltà di tornare in contatto con la realtà e anche il modo in cui pian piano si è riavvicinato alla musica: "Ricordo un viaggio per tornare a casa mia, in Umbria. Chi era con me non mi ha detto niente e mi ha messo delle cuffiette. Per tutto il tempo, cinque ore, andava la stessa canzone, ma quel gesto mi ha fatto tornare la voglia di essere per altri quello che era per me il cantante che stavo ascoltando", ma per adesso non ha ancora ricominciato a cantare.

L'importanza di vivere il momento

Non sa se le cose torneranno come prima ma gli manca il contatto con le persone, spiega, e pian piano, attraverso anche un percorso terapeutico sta tornando a muovere i primi passi di questa nuova vita, anche se, per adesso, non ha ancora ricominciato a guidare. Ci sono le lacrime, che lo prendono all'improvviso e anche una nuova capacità di vivere l'imprevisto: "L’imprevedibile ora ha un peso diverso nella mia vita e posso solo vivere il momento: è pericoloso parlare di quello che succederà".