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Michael Jackson, travolto da 300 milioni di debiti prima di morire

Continua il processo che vede la famiglia Jackson contro i promoter di concerti dell’Aeg Live. E’ stato chiamato a testimoniare, il contabile forense William R Ackerman che ha affermato che MJ aveva accumulato debiti per 300 milioni di dollari.
A cura di Daniela Seclì
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Dopo la notizia dell'arrivo di un nuovo album di inediti di Michael Jackson, annunciata dal produttore Fred Jerkins III, si torna a parlare del processo. Un nuovo tassello va ad aggiungersi ad un'odissea che dura da anni e che ha lo scopo di stabilire il responsabile della morte di un artista amato a livello planetario. Continua, dunque, il processo intentato nei confronti dell'Aeg Live, i promoter dei concerti di MJ, considerati dalla famiglia Jackson, in qualche modo responsabili del decesso del cantante, per via degli estenuanti ritmi a cui veniva sottoposto.

Il contabile forense William R Ackerman è stato chiamato a testimoniare, arricchendo la vicenda di nuovi dettagli. Ackerman ha dichiarato che Michael Jackson, al momento della morte, aveva accumulato debiti per 300 milioni di dollari. Secondo quanto riporta LA Times, l'uomo avrebbe anche spiegato il modo in cui il denaro è stato speso:

"Jackson spendeva un sacco di soldi in viaggi, arte, beneficenza e regali, ma quello che lo ha mandato sul lastrico sono stati gli interessi spesi su vecchi debiti contratti nel 1993"

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