Mahmood, dopo il trionfo al Festival di Sanremo 2019, ha pubblicato il suo primo album "Gioventù Bruciata" che contiene anche "Soldi", il brano vincitore del Festival e che sarà presente anche all'Eurovision Sony Contest. È stata l'occasione per fare il punto sul "dopo-Sanremo" in un momento topico della sua carriera, a due mesi dalla kermesse della canzone europea che si terrà a Tel Aviv, in Israele, dal 14 al 18 maggio 2019. Il singolo continua a essere il brano più trasmesso in radio ed è primo nella classifica FIMI dei singoli più venduti e ascoltati in streaming. Abbiamo incontrato Mahmood a un mese dalla vittoria sul palco dell'Ariston e ci ha detto che sta lavorando al nuovo materiale ma prima c'è l'appuntamento europeo.

"Soldi" resta uno dei pezzi di Sanremo più amati. Hai capito quali sono stati gli ingredienti che l'hanno e ti hanno portato a vincere il festival?

Credo che quando un messaggio è autentico e vero la canzone arriva a prescindere da tutto, con Soldi ho voluto portare la mia storia, forse è quella la cosa che ha colpito più di tutto. Lo sento ancora molto mio questo disco, Gioventù bruciata, uscito da pochissimo, se no non l'avrei fatto uscire quindi mi ci ritrovo ancora molto.

Alessandro Morelli ha detto che "Mahmood a Sanremo dimostra potere delle lobby" parlando della proposta di passare un terzo di musica italiana in radio. È così?

Guarda sulla questione delle radio avevo solo detto che dovrebbero passare musica di qualità, più che musica italiana, poi ovvio la musica italiana di qualità è tanta, quindi va passata, però c'è anche tanta musica internazionale che va passata, non è che bisogna fare distinzioni, io ho una visione più a 360°.

In "Mai figlio unico" canti: "Tornare a piedi a casa non è molto cool, ma non per uno come me che veste vecchie Puma". Torni ancora a piedi a casa, come è cambiata la tua vita?

Adesso è un po' diverso, ti dico, un paio di settimane fa ho preso anche un tram, ma Milano è diversa rispetto ad altre città è abbastanza discreta, poi c'è sempre chi ti riconosce.

Il tuo album è il prolungamento dell'EP uscito a settembre. Possiamo aspettarci qualcos'altro entro fine anno?

Guarda, in questi giorni sono in studio a scrivere e lavorare, ma ancora non ho stabilito niente.

Cambierai qualcosa in Soldi per l'Eurovision? 

Credo che Soldi sia già molto europea, senza dover cambiare più di tanto o aggiungere altre lingue anche perché ci sono già due lingue e con una terza sembrerebbe un minestrone. Soldi rimarrà così, sul palco ci sarà ovviamente un plus grafico magari.

Sei nato e cresciuto in una delle tante periferie di Milano, oggi considerate in un certo senso una fucina di creatività e arte. Ma al di là del tuo caso personale, noti un'attenzione maggiore delle istituzioni cittadine al tema delle periferie o continuano a rimanere abbandonate, ad essere in secondo piano rispetto al centro?

Penso che tutto si possa migliorare, infatti col Sindaco parlerò di questo, ma anche e soprattutto dei giovani che vivono sia in periferia che in città perché ci sono molti giovani che hanno molta voglia di fare, parlo di musica, ovviamente, solo che servirebbe dargli una mano in più. Anche molti miei amici che fanno musica avrebbero bisogno di una mano in più e credo che questo Milano lo possa fare.