Conchita Wurst, vincitrice dell’Eurovision Song Contest nel 2016
in foto: Conchita Wurst, vincitrice dell’Eurovision Song Contest nel 2016

È notizia dei giorni scorsi l'uscita dell'Ungheria dall'Eurovision Song Contest. La nazione non figura tra quelle che prenderanno parte all'edizione 2020 e in queste ore fa discutere l'indiscrezione di Index.hu, tra i principali giornali ungheresi, che citando fonti dei media pubblici vicini al partito di governo nazionalista-conservatore Fidesz, rivela che la ragione di questa decisione è una critica all'evento, a quanto pare bollato come "manifestazione troppo gay". 

Al momento mancano dichiarazioni ufficiali a motivare la scelta dell'Ungheria di uscire da Eurovision, ma secondo una fonte della tv di Stato ungherese MTVA citata dal Guardian, l'anima dell'evento profondamente vicina alla comunità LGBTQ sarebbe alla base di questa scelta.

Una chiave di lettura sulla quale pesa, naturalmente, il posizionamento politico dell'Ungheria su queste tematiche e la retorica anti-LGBTQ del governo locale, i cui esponenti in passato non hanno fatto fatica a comparare l'adozione per una coppia omosessuale alla pedofilia. Il presidente Viktor Orbán, d'altronde, è un simbolo europeo in termini di politica anti immigrazione e dell'applicazione di ideologie di destra.

Attualmente la Tv di Stato non rilascia dichiarazione alcuna in merito all'indiscrezione di Index.hu e lo stesso portavoce del primo ministro non ha rilasciato alcuna spiegazione in merito, limitandosi a definire il tutto una fake news attraverso Twitter.

Al contempo MTVA ha annunciato che l'evento musicale The Dal, che annualmente fungeva da percorso per eleggere il cantante e la canzone che sarebbero andati a rappresentare l'Ungheria all'Eurovision (l'equivalente del Festival di Sanremo in Italia). L'evento quest'anno si limiterà ad essere uno spettacolo singolo e al vincitore verrà garantito un importante supporto ai talenti del pop ungherese, con apparizioni TV sul Danubio, esibizioni nei festival e una promozione speciale su Petőfi Radio, oltre alla consegna del prestigioso premio musicale Petőfi.

Una scelta, quella di uscire dall'Eurovision, che appare quanto mai anomala se legata anche al fatto che Budapest è annualmente teatro di Sziget Festival, tra gli eventi musicali più rilevanti d'Europa, i cui principi ideologici vanno in una direzione diametralmente opposta alla retorica di chiusura anti-europeista del governo di Orbàn.