È passata una settimana dalla pubblicazione dell'ultimo singolo di Lil Nas X "Montero (Call me by your name)", diventato in poche ore un fenomeno virale sul web grazie al video ufficiale, che mostra la discesa agli inferi (personali) del cantante, che si racconta attraverso i suoi piaceri, con un messaggio chiaro: esprimere la propria libertà. Il singolo, che ha raggiunto 70 milioni di visualizzazioni su Youtube, vede la star di "Old town road" utilizzare immagini come quella del diavolo e dell'uomo giudicato dalla folla, per replicare il sentimento del cantante, nel momento del coming out, in una cultura musicale americana rappresentata, soprattutto nell'hip hop, da un ideale di mascolinità tossica. I riferimenti all'inferno e al diavolo sembrano non essersi fermati, con lo stesso artista che ha pubblicato su Instagram un paio di scarpe Nike, un'edizione speciale, chiamata "Satan shoes", con Lil Nas X che ha aggiunto un dettaglio: all'interno delle scarpe è contenuta "una goccia di sangue umano". Le polemiche non hanno tardato a scatenarsi, soprattutto attraverso i canali ecclesiastici americani e la frangia estrema della destra repubblicana, che ha posto Lil Nas X al centro di una polemica tra ciò che è giusto o meno mostrare ai più piccoli.

La polemica con la chiesa e la governatrice repubblicana del South Dakota

Lil Nas X lo aveva anticipato in una lettera pubblicata su Instagram, prima dell'uscita del singolo "Montero": "So che abbiamo promesso di non essere mai ‘quel' tipo di persona gay, so che abbiamo promesso di morire con il segreto, ma questo aprirà le porte alla semplice esistenza di molte altre persone queer". La libertà espressa nel video ufficiale del brano, che incoraggia anche un nuovo tipo di narrazione nell'universo hip hop americano, ma più in generale nell'industria discografica, è una nuova vetta raggiunta dal nativo della Georgia. L'avventura biblica che raccolgono le immagini, dal peccato originale al Colosseo in cui Lil Nas X viene giudicato per il suo essere omosessuale, è stato duramente criticato da alcuni esponenti della Chiesa, che hanno descritto il video come "mucchio di malvagie sciocchezze adoratrici del diavolo". La polemica non si è fermata solo alla chiesa, ma ha colpito anche la frangia repubblicana del Paese, rappresentata dalle parole dalle parole contenute nel tweet della governatrice del South Dakota Kristi Noen: "Siamo in una lotta per l'anima della nostra nazione".

La causa per le Satan Shoes

A rendere ancora più efficace il messaggio di libertà e laicità del video, scatenando ancora più polemiche attorno alla musica di Lil Nas X, c'è stato bisogno dell'arte del collettivo MSCHF, che ha realizzato un paio di sneaker sataniche per accompagnare il lancio della canzone. Il modello scelto dall'artista e dal collettivo, firmato poi "Satan Shoes" e presentate poi sul profilo Instagram ufficiale del cantante, sono le Nike Air Max ’97, in cui i produttori affermano di aver inserito una goccia di sangue umano. Tutto questo non era stato minimamente concordato con il produttore, la multinazionale statunitense, che si è subito allontanata dal messaggio lanciato da Lil Nas X, dopo le prime rivolte sui social in cui consumatori affermavano che il marchio sostenesse il satanismo. Le 666 copie uniche della scarpa sono state vendute in poco meno di un'ora, testimoniando quanta attesa ci fosse per un gadget del video da collezione. Il marchio si è spinto anche nel tentare una causa, poi vinta, contro il collettivo artistico, bloccando le spedizioni delle scarpe a coloro che l'avevano acquistate, tra cui Miley Cyrus. Una scelta che causerà sicuramente danni economici ai MSCHF, ma che dona ancora più visibilità al messaggio e alla musica di Lil Nas X.