Ligabue (ph Ray Tarantino)
in foto: Ligabue (ph Ray Tarantino)

L'America lo ha sempre segnato, gli ha dato una strada e un'ispirazione, poi Ligabue, però, ha costruito la sua strada, quella che ne tempo lo ha reso uno dei grandi della musica italiana contemporanea, a quasi 30 anni da un esordio che gli ha spianato la strada. E gli esordi dell'inizio oggi lo caratterizzano ancora di più, come spiega con il titolo del suo nuovo album "Start" ("inizio", appunto) che dà il nome al suo dodicesimo album: "Start rappresenta la sensazione di un nuovo inizio e rappresenta anche un po' un richiamo a quando ho avuto veramente il mio vero inizio. L'energia che sento in questo album credo sia in comune con i primissimi album che ho fatto. È un album diretto, conciso, compatto, con canzoni brevi, è tutto molto chiaro e mi piace che anche il titolo lo sia, compresa la sfacciataggine di dire: ‘Sì, a 59 anni magari questo è un nuovo inizio'" dice ai microfoni di Fanpage.it.

Luci d'America, le stelle dell'Africa

Lanciato dal singolo "Luci d'America", ancora una volta uno dei più trasmessi dalle radio italiane, questo nuovo album è Ligabue al 100%, come dimostra proprio il singolo di lancio in cui vi è anche una dicotomia ("Luci d'America, le stelle dell'Africa") che ha anche un significato importante per lui perché, spiega, rappresentano "una possibilità di luce e proprio perché sono così lontane le vedevo negli occhi di una persona o nella capacità di quella persona di vedere le luci: in un momento in cui vedevo un po' buio mi sono servito dello sguardo più amorevole di una persona per vedere un po' meglio le cose fuori. Credo che in generale siamo portati a vedere più il buio che la luce ma è nella luce che succede tutto".

L'America ispirazione di una vita

Il titolo del singolo fa riferimento a quell'America, appunto, da sempre fonte d'ispirazione: "Sono sempre stato un grande seguace della cultura americana che è soprattutto una cultura antagonista al modello americano, cioè i libri che mi sono piaciuti raccontavano l'amore ma anche il disagio del vivere in America e questo vale anche per i film e per la musica. Credo che sia un modello che produce molta infelicità e non so se il mondo continui a seguire quel modello pensando che produca qualcos'altro". Si sta meglio in Provincia? "Io ci sto meglio, poi ogni tanto il giro d'America lo faccio volentieri, però sempre da turista".

Le donne di Liga: Mai dire mai e Certe donne brillano

In quest'album ci sono anche due canzoni importanti sulle donne, "Mai dire mai" "una canzone d'amore in cui mi sento grato di avere al mio fianco la persona che ho di fianco a me e c'è il racconto dei passaggi che ci hanno fatto capire che il nostro rapporto poteva essere speciale" e il nuovo singolo "Certe donne brillano" che a differenza del primo pezzo, invece, è il racconto della galleria delle donne che più mi sono rimaste nel cuore, nel tempo, anche quelle che mi hanno fatto soffrire e proprio per quello sono quelle che brillano di più nella mia memoria, nei miei ricordi, con molta gioiosità, però.

Anche il figlio Lenny in Start

Nell'album c'è anche il figlio Lenny, che suona la batteria ne "La cattiva compagnia", gusti diversi, ma stesso amore per la musica per padre e figlio: "Con Lenny parliamo molto di musica, lui è partito dal trash death metal, adesso è un po' più aperto a più cose però quella resta la sua passione e infatti l'abbiamo fatto suonare in una parte in cui si sentiva a suo agio, in cui si raddoppia il tempo di batteria, con un riff un po' più cattivo. Parliamo molto di musica, sì, ma mi piace soprattutto sapere che quella che è una sua passione enorme – perché lui ha sempre ascoltato musica, suonato fin da bambino -, che lui posso inseguire il suo sogno e se possibile realizzarlo e questo potrebbe essere di buon auspicio, ma deve avere una sua strada è meglio che non faccia affidamento sulla mia".

Intervista di Simone Giancristofaro e Francesco Raiola