Il dibattito globale sul razzismo continua ad avere risvolti inaspettati, per molti al limite dell'assurdo. Dal mondo discografico americano arriva la notizia che le Dixie Chicks, noto trio country tutto al femminile, hanno deciso di cambiare il loro nome: ora si chiameranno semplicemente The Chicks. Le musiciste texane hanno dunque deciso di eliminare quel "Dixie" che oggi può suonare scomodo, dal momento che indica gli stati del Sud degli Usa, che fino al 1865 praticarono lo schiavismo. La decisione è stata comunicata per l'uscita del nuovo brano "March March", accompagnato da un video ispirato dalle proteste del movimento Black Lives Matter.

Il significato di Dixie

Tra i più importanti esponenti del mondo country americano, la band formata da Natalie Maines, Martie Erwin Maguire ed Emily Strayer è lontana anni luce dagli stereotipi del Texas repubblicano e conservatore. Femministe convinte, sono note per la loro contrarietà alla politica di George Bush e alla guerra in Iraq e per il sostegno alla causa LGBT. Il cambio del nome del gruppo arriva poco prima dell'uscita di "Gaslighter", primo disco in 14 anni che sarà lanciato il 17 luglio. Dixie o Dixieland, che come già detto è il soprannome che identifica il Sud degli Usa, è evidentemente considerato (un po' come la bandiera confederata) un simbolo di nostalgia nei confronti di un'epoca in cui quell'area era fortemente razzista e segregazionista. È peraltro un termine molto ricorrente nel mondo musicale, soprattutto nel Southern Rock, e citato in tantissime canzoni, a partire proprio da "Dixie's Land", brano popolare che fu l'inno dei sudisti nella guerra di secessione.

Il caso dei Lady Antebellum

Le Chicks, come ora dovremo chiamarle, si pongono sula scia di un altro gruppo country che ha fatto una scelta simile. Parliamo dei Lady Antebellum, che dopo le proteste per la morte di George Floyd ha cambiato nome in Lady A. Il motivo? In Usa Antebellum indica il periodo prima della guerra civile negli stati del Sud. Molti americani hanno criticato la scelta bollandola come eccesso di politicamente corretto, dal momento che la parola ha un significato ben più ampio e, in latino, vuol dire "prima della guerra" in senso lato.