Tra i successi più noti della carriera di Amedeo Minghi c'è sicuramente "1950", pezzo presentato in gara al Festival di Sanremo dal cantautore nel 1983. Divenuto nel corso degli anni molto significativo per la storia della kermesse sanremese, racconta una storia d'amore nell'Italia appena liberata nel secondo dopoguerra. Ad omaggiarla per i 70 anni del festival della canzone nella serata del giovedì c'è sul palco dell'Ariston Rita Pavone accanto proprio ad Amedeo Minghi.

Il significato di 1950, la canzone di Amedeo Minghi

Il brano "1950", fu presentato da Amedeo Minghi nel corso della 33esima edizione del Festival di Sanremo nel 1983. Il posizionamento in classifica non rispecchia la notorietà del pezzo negli anni successivi, visto che la canzone non si qualificò dopo la prima serata e, stando ai dati del concorso Totip, arrivò ultimo. Il testo di "1950" racconta di una storia d'amore tra il protagonista e Serenella in una Italia, Roma in questo caso, appena liberata dai tedeschi grazie alle forze amiche americane. I segni lasciati dalla guerra sono ancora evidenti nei luoghi e, soprattutto, nell'umore della gente che però, come dimostra il protagonista dedicando questa canzone alla sua amata, ha voglia di ricominciare a vivere una vita serena lasciandosi alle spalle gli orrori delle tragedie vissute, imparando nuovamente a godere della libertà e della spensieratezza.

Il testo di 1950

Come profumi che gonna che bella che sei
Che gambe che passi sull'asfalto di Roma
Serenella, in questo vento di mare di pini,
Nel nostro anno fra la guerra e il duemila.
Dal conservatorio all'università
La bicicletta non va
E tu che aspetti me,
Con i capelli in giù, io li carezzerò
Seduti al nostro caffè,
Serenella…La radio trasmetterà
La canzone che ho pensato per te
E forse attraverserà
Lontano da noi
L'ascolteranno gli americani, che proprio ieri sono andati via
E con le loro camicie a fiori,
Colorano le nostre vie
E i nostri giorni di primavera
Che profumano dei tuoi capelli
E dei tuoi occhi cosi belli
Spalancati sul futuro e chiusi su di me
Nel novecentocinquanta…
Nel novecentocinquanta…Amore, ma come stiamo bene al sole,
Amore, da quest'anno tu sarei con me.È tondo quest'anno è come un pallone
Che tiro diretto e che bell'effetto al mio cuore,
Serenella, coi soldi cravatte vestiti di fiori
E una vespa per correre insieme al mare
Al mare di questa città
Alle onde agli spruzzi che escono fuori dalle nostre fontane
E se c'è un po' di vento, ti bagnerai
Mentre aspetti me,
Al nostro caffè,
Serenella.La radio trasmetterà
Questa canzone che ho pensato per te
E forse attraverserà
L'oceano lontano da noi
L'ascolteranno gli americani
Che proprio ieri sono andati via e con le loro camicie a fiori
Che colorano le nostre vie e i nostri giorni di primavera
Che profumano dei tuoi capelli e dei tuoi occhi cosi belli
Spalancati sul futuro e chiusi su di me
Nel novecentocinquanta…E ti amo, ti amo forte al sole
Questo sole che sembra vicino
Serenella io voglio un bambino
Nei nostri giorni di primavera
Lo penseremo come una canzone,
Serenella ti porto al sole
Serenella ti porto al mareLa radio trasmetterà
Questa canzone che ho pensato per te
E forse attraverserà
L'oceano lontano da noi
L'ascolteranno gli americani
Che proprio ieri sono andati via
Oh, Serenella ti porto al mare
Ti porto via
L'ascolteranno gli americani
Che proprio ieri andati via
Oh, Serenella ti porto al mare
Ti porto via