Claudio Baglioni (LaPresse)
in foto: Claudio Baglioni (LaPresse)

Sanremo è un luogo strano quando lo vivi nella settimana del Festival: c'è frenesia in ogni angolo del centro nevralgico, una festa continua, con personaggi strani che galleggiano per le strade, personaggi meno noti che cercano personaggi mediamente noti per un selfie. Insomma, è un vero e proprio meltin pot. L'esatto contrario di quello che questa sera si è visto sul palco dove, Fiorello a parte, il tutto è rientrato decisamente dietro i binari di una scaletta che non lasciava molto spazio all'improvvisazione o, quantomeno, a una varietà di colori.

Poco companatico, questo va detto e di questo, nel caso, va dato il merito a Baglioni che ormai ripete a destra e a manca, da settimane, ormai, come questo sia un Festival che ha la canzone come suo unico obiettivo. In un famoso film di Lello Arena, "No grazie il caffè mi rende nervoso", c'è una scena ormai cult in cui il musicista napoletano James Senese chiede al giornalista Arena, appunto, se preferisca "‘a musica o ‘o fummo" ("La musica oppure il fumo", il nulla, insomma), frase che in bocca al romano Baglioni sarebbe parsa strana solo per una questione di dialetti. Eppure è quello che sta alla base del discorso di Baglioni che, alla fine a parte un piccolo cameo del cast di "A casa tutti bene", e dei due interventi di Fiorello ha praticamente lasciato tutto in mano all'orchestra e ai Big, più le incursioni sue e di Morandi e Paradiso.

Insomma, la musica avanti a tutto, una musica che pure non è che abbia restituito chissà quale cambiamento, anche riascoltando i brani in versione orchestrata: c'è chi ha potuto aggiustare il tiro, come Diodato che ha dato più spazio alla tromba di Roy Paci, chi, invece, ha preferito puntare anche sulla scena, come Lo Stato Sociale, e chi ha tratto vantaggio da arrangiamenti orchestrali per canzoni pensate come sanremesi. "La musica o il fumo?": la musica, sicuramente, non c'è alcun dubbio, ma prima di cantare vittoria aspettiamo che le radio comincino a passarle, che i video girino e con questo anche lo streaming. Ci vorrà qualche giorno affinché le canzoni circolino anche nelle teste: non c'è la "Occidentali's Karma" del 2018, quindi il gioco si fa sulla lunga distanza. Baglioni, intanto, può cominciare a costruire una statua a Fiorello, ma anche una più piccola ai due conduttori che hanno salvato un Direttore/Dittatore un po' imbalsamato, soprattutto all'inizio, un po' stretto tra le maglie del gobbo e dello scritto (giustamente, forse).