Mi è stato chiesto di raccontare come sto vivendo questo periodo, pieno di incertezze e di grandi punti interrogativi. È un momento davvero strano, inedito, che in questi termini non ha precedenti e per questo è difficilissimo per tutti. Al momento l’unica sicurezza che abbiamo è impegnarci a stare nelle nostre case e rispettare le indicazioni che ci vengono fornite. È importante rimanere uniti, almeno virtualmente, scambiarci energie positive, anche se a distanza, perché siamo insieme in questo grande caos, e se rimarremo insieme, anche se a distanza, andrà tutto bene. Non c’è una regola su come trascorrere il tempo a casa, è importante che ognuno faccia ciò che lo fa sentire bene, ma credo che prendersi cura di sé, approfittandone per studiare, leggere, cucinare, ascoltare musica sia importante, ci arricchisca, ci aiuti a continuare a coltivare bellezza. In questi giorni ho festeggiato da casa i miei 25 anni, così come a distanza ho chiamato mio nonno per il suo compleanno, ed è sempre da casa che sto seguendo la crescita del mio nipotino. Da qui ho deciso anche di far uscire comunque il mio nuovo disco "FEAT (STATO DI NATURA)", un progetto collettivo a cui ho lavorato tanto, il cui messaggio di incontro e condivisione può assumere un significato ancora più forte ora, proprio per il momento che stiamo vivendo.

Sono convinta che questa sia stata la scelta giusta, perché il racconto di questo progetto era già iniziato un mese prima, quando abbiamo dato il via a una narrazione unica per accompagnare il mio pubblico verso l’uscita del disco. Nei tre giovedì precedenti ci sarebbero dovuti essere tre set durante i quali avrei cantato dal vivo per la prima volta uno dei singoli presenti nell’album prima che fosse disponibile la release digitale. Abbiamo fatto la prima serata al Rocket di Milano ed è andata benissimo, poi la situazione si è fatta sempre più seria nel nostro Paese, è arrivato lo stop ai live così come a molti altri eventi, per cui gli altri due set, previsti inizialmente in altri due locali milanesi, sono stati giustamente bloccati. Assieme al mio team non ci siamo persi d’animo, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo pensato a delle nuove alternative per andare avanti perché la musica non poteva fermarsi. Così, il secondo set è stato trasmesso in diretta Fb dalle Officine Meccaniche di Milano e il terzo dalla Triennale Milano è diventato il primo live di Raiplay. Anche se ho sentito tanto la mancanza del pubblico, la musica ci ha permesso di stare vicini e connessi ed è stato davvero emozionante perché il supporto è stato forte, così come l’affetto, anche da dietro lo schermo. Per le interviste di questi giorni abbiamo sperimentato le prime video interviste via Skype ed è bello, seppur isolati, poter parlare e raccontare di questo disco attraverso la tecnologia, che oggi ha un ruolo importante per unirci.

Ora che "FEAT (STATO DI NATURA)" è vostro, posso affermare che sono felice di non averne rimandato l’uscita, rimanendo coerente con il messaggio dell’album, che è la celebrazione della collettività. Dal mio appartamento milanese vi leggo, penso, scrivo, studio, ascolto, suono. È un momento in cui possiamo fermarci un po’, dedicandoci alle cose a cui teniamo e per le quali magari pensiamo di non avere mai abbastanza tempo. Abbiamo una grande opportunità: il tempo è una risorsa, la più scarsa e preziosa, e in questo momento ce ne è concesso in abbondanza. Dobbiamo averne rispetto, per rispettare gli altri: possiamo approfittarne per imparare cose nuove, quindi facciamoci incuriosire, vediamo film, parliamo con amici vicini e lontani. La tecnologia ci permette di sperimentare molte cose e di colmare un po’ le distanze fisiche. Celebriamo questo tempo e rispettiamo questo momento, perché è una grande missione in cui siamo chiamati a rispettare e avere cura dei più fragili, dei più deboli. Faremo una grande festa quando tutto questo sarà finito, torneremo ad abbracciarci e sarà bellissimo. È l’umanità che fa la differenza!