22 Luglio 2016
21:55

La famiglia di Pavarotti contro Trump: “Non usi il Nessun dorma nella sua campagna”

Come è già successo per molti artisti rock, anche i familiari di Luciano Pavarotti diffidano il candidato repubblicano alla Casa Bianca dall’utilizzare brani eseguiti dal tenore nei suoi eventi elettorali. Durante la convention di Trump a Cleveland si è infatti sentita la celebre aria “Nessun dorma”, cavallo di battaglia del genio della lirica morto nel 2007.
A cura di Valeria Morini

Dopo il caso di diversi artisti rock che hanno proibito a Donald Trump l'uso delle loro canzoni nella sua contestatissima campagna elettorale, un episodio molto simile ha riguardato il nostro Luciano Pavarotti. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha infatti utilizzato nella convention di Cleveland il celebre "Nessun Dorma", l'aria della Turandot di Giacomo Puccini, proprio nell'esecuzione del celebre tenore italiano morto nel 2007. Una scelta che non è andata giù ai suoi familiari, che hanno espresso il loro disappunto a livello ufficiale.

"I valori di Luciano Pavarotti incompatibili con Trump"

Attraverso una nota rilasciata in settimana alla Gazzetta di Modena (ne parlano anche media americani come il New York Times), la vedova Nicoletta Mantovani Pavarotti e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana Pavarotti – nate dalla prima moglie Adua Veroni – hanno diffidato il politico dall'usare in futuro i brani cantati dal genio della lirica.

Apprendiamo che la romanza “Nessun dorma” interpretata da Luciano Pavarotti viene utilizzata come parte della colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump. Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump. Così come altri artisti coinvolti hanno già fatto in prima persona, esprimiamo pertanto la nostra disapprovazione a tale utilizzo.

Da Neil Young ai Rolling Stones, il rock accusa Trump

Poche composizioni musicali, effettivamente, appaiono adatte a una campagna elettorale quanto il "Nessun Dorma", con quel "Vincerò" finale quanto mai appropriato. La politica di Donald Trump è però tra più discusse della recente storia americana: le sue posizioni fortemente nazionaliste e anti-immigrazione stanno scatenando feroci polemiche a dispetto della sua rapidissima ascesa a candidato alla presidenza per il Partito repubblicano. Tanti musicisti lo hanno così invitato a non associare le loro canzoni ai suoi eventi elettorali, da Neil Young a Michael Stipe dei R.E.M., da Roger Waters ai Rolling Stones.

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