Keith Flint (Getty Image)
in foto: Keith Flint (Getty Image)

La morte di Keith Flint continua ad essere avvolta nel mistero. Le parole del coroner Caroline Beasley-Murray non lasciano spazio a tante sicurezze circa il suicidio, anzi l'estremo gesto viene messo seriamente in discussione. Stando alla responsabile delle indagini, il frontman dei Prodigy potrebbe essere morto per overdose: "Non ci sono prove sufficienti per affermare con sicurezza che si sia trattato di un suicidio", ha spiegato, precisando che all'interno del suo sangue sono state trovate "tracce di cocaina, codeina e alcool".

Le parole della coroner

"Non sapremo mai cosa stesse succedendo nella sua mente". La coroner Caroline Beasley-Murray non trova certezze circa quanto accaduto nell'abitazione dell'artista di "Smack My Bitch Up" lo scorso 4 marzo e lascia un verdetto aperto:

Per ufficializzare il suicidio, avrei dovuto scoprire che il signor Flint avesse concepito l'idea e intrapreso un'azione in maniera deliberata, sapendo che tutto sarebbe sfociato nella sua morte. Potrebbe aver fatto una cavolata che è andata a finire parecchio male.

La morte di Keith Flint

La morte di Keith Flint, avvenuta lo scorso 4 marzo, ha lasciato sgomenti tutti i fan della musica elettronica e della cultura rave, di cui la sua band, The Prodigt, era un punto di riferimento indiscusso. Esibizioni che hanno fatto la storia degli anni Novanta, con brani come "Firestarter" e "Smack My Bitch Up" che sono state vere e proprie colonne sonore degli adolescenti di quel tempo. La band inglese, fondata nel 1990 da Liam Howlett e Keit Flint, con Maxim e Leeroy Thornhill, ha diviso le scene del Big Beat insieme ad altri giganti come Groove Armada, Basement Jaxx, Fatboy Slim e The Chemical Brothers. Lo scorso novembre, The Prodigy, avevano pubblicato il loro ultimo album.