Dopo che il giudice ha stabilito che "Dark Horse", successo planetario di Katy Perry ha in parte plagiato una canzone Christian rap, tocca stabilire quali sono i danni reali arrecati a Marcus Gray, in arte Flame, autore della canzone originale a cui avrebbero attinto i produttori della hit della cantante. In un processo che dovrebbe terminare in pochi giorni, sarà stabilito anche qual è l'ammontare che bisognerà risarcire a Gray ed nel dibattimento già si discute di cosa dovrà essere conteggiato e cosa, invece, no, con l'accusa e la difesa che fanno le loro proposte.

Quanto ha guadagnato Dark Horse

L'avvocato di Marcus Gray ha detto che al suo assistito spetti una parte consistente degli oltre 35 milioni di euro di ricavi ottenuti da una canzone che ha oltre due miliardi e mezzo di visualizzazioni su Youtube e oltre 600 milioni di stream su Spotify, contenuta nel suo album "Prism" del 2013 e cantata in coppia con Juicy J, anch'egli tra i condannati per plagio. La Difesa, però, ha spiegato che a quella cifra andrebbero tolti i costi di produzione più altri fattori che devono essere sottratti al conteggio percentuale totale.

Condannati anche i produttori

La Giuria ha stabilito che parte del beat e della linea melodica di "Dark Horse" era identica a quella di "Joyful Noise" di Flame, e per questo ha condannato, oltre alla cantante, anche Juicy J, Sarah Hudson (che ha scritto, assieme a Katy Perry, solo il testo della canzone), Lukasz "Dr. Luke" Gottwald, Max Martin, Henry Walter (aka Cirkut) e la Capitol Records. Durante il dibattimento sia la cantante che Dr Luke hanno cercato di spiegare di non aver mai ascoltato quella canzone prima, ma gli avvocati di Gray hanno spiegato che il brano avrebbero potuta ascoltarla sia perché candidata ai Grammy che perché aveva avuto non pochi ascolti sia su Youtube che su Spotify. Al rapper, inoltre, non è piaciuto neanche il video che ha accompagnato "Dark Horse" che, tra l'altro, gli avrebbe provocato un enorme danno all'immagine.