Katy Perry è stata ritenuta responsabile del plagio della sua hit "Dark Horse", pezzo del 2013, incluso nell'album "PRISM", che sarebbe stato copiato da un pezzo Christian rap del 2009. Il Giudice ha quindi condannato la cantante, assieme ad altri cinque autori e le quattro aziende responsabili della pubblicazione e della distribuzione del pezzo che fu anche cantato dalla cantante durante l'halftime del Super Bowl del 2015. I nove membri della giuria federale, quindi, hanno deciso per la condanna a cinque anni da quando Marcus Gray e i suoi due coautori decisero di denunciare la cantante per il plagio della loro canzone "Joyful Noise" uscita a nome di Flame. Si attende nei prossimi giorni l'ammontare della cifra che Katy Perry e le persone condannate dovranno ai tre per questo plagio.

Condannati autori e produttori

Inizialmente si pensava che la cantante potesse uscirne indenne perché, come riporta l'Associated Press, il caso si soffermava principalmente sulle note e sul beat della canzone, e non sulle parole e sulla registrazione, ma la Giuria ha deciso per un verdetto diverso, condannando, tra gli altri, anche Sarah Hudson, che ha scritto il testo, Juicy J che che ha scritto la parte rap del brano, la Capitol Records e i produttori del pezzo, ovvero Dr. Luke, Max Martin e Cirkut che per primo aveva portato il beat su cui sarebbe stata costruita la canzone candidata anche ai Grammy, e che al momento conta oltre due miliardo e mezzo di visite per il video, passando quattro settimane in testa alla Billboard 100, la classifica americana dei singoli.

Condanna che mina la musica alle basi

La cantante non era presente al momento del verdetto, quando insomma, la Giuria ha deciso che il beat e la linea melodica era per metà simile a quella di "Joyful Noise": "Stanno cercando di appropriarsi di mattoni base della musica, l'alfabeto che dovrebbe essere disponibile per tutti" ha detto l'avvocato della cantante che ha denunciato che questa condanna potrebbe minare la musica e tutti gli autori, non trovando d'accordo la giuria che, invece, ha visto nel beat del pezzo originario molta originalità al punto da dover difenderla fino alla condanna. La difesa ha anche cercato di convincere la giuria che nessuna delle persone coinvolte aveva mai ascoltato quella canzone né, in generale, la Christian Music. "Stanno cercando di relegare Gray in un vicoletto della musica gospel che nessuno ascolta mai" ha detto l'accusa, specificando che il pezzo ha avuto un'enorme diffusione, al punto che potrebbe essere stata anche ascoltata dalla cantante e dai suoi collaboratori.