Tutti pazzi per Il Volo, che da "Ti lascio una canzone" sono arrivati a conquistare l'Ariston al Festival di Sanremo 2015 e a scalare le classifiche musicali italiane? A frenare gli entusiasmi arriva Katia Ricciarelli, che in un'intervista a Radio Club 91 rivolge alcune critiche, certamente costruttive ma non per questo meno implacabili, al trio dei "tenorini", come venivano chiamati a inizio carriera Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble (in realtà, due tenori e un baritono).

Non sono Pavarotti. I ragazzi non fanno lirica ma cantano canzoni. Hanno seguito il percorso al contrario. Di questo passo, è difficile che arrivino da qualche parte. Anche Pavarotti portò la lirica in tv, ma lui poteva farlo. Era già il grande Pavarotti. 

Il più celebre soprano italiano contesta insomma l'approccio da "pop opera" del gruppo, che in realtà non starebbero davvero sdoganando il genere lirico in tv e in circuiti mainstream. La loro, in fondo, non sarebbe altro che musica leggera.

"Il Volo dovrebbe cambiare repertorio"

La Ricciarelli ritiene inoltre che Il Volo, nonostante l'attuale successo, debba cambiare per poter avere davvero un futuro:

Se il gruppo vuole arrivare alla lirica deve percorrere la strada inversa. Sarei felice se da ora si concentrassero su un repertorio diverso.

La Ricciarelli vuole fare la giurata in un talent

Attenzione, però: la Ricciarelli non rifiuta né critica il mondo dei talent show, che negli ultimi anni (in Italia e non solo) sono praticamente diventati il principale trampolino di lancio per la carriera di cantanti e musicisti. Anzi, il soprano si è autocandidata come giurata di un talent, ritenendosi esperta "di voci e musica leggera, che comunque richiede studio e applicazione".